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Sparatoria Palazzo Chigi

Martina, figlia di Giangrande: "Ho lasciato il lavoro per stare con mio papà"

Visibilmente commossa ha voluto ringraziare l'Arma e la sensibilità della Boldrini che spera di incontrare ancora. E sull'attentatore: "Perdonare? Non lo so..."

Martina, figlia di Giangrande: "Ho lasciato il lavoro per stare con mio papà"

Martina Giangrande

di Marta Macchi

Visibilmente commossa ma coraggiosa la giovane Martina Giangrande che ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su ciò che è successo ieri al padre,brigadiere in servizio ferito gravemente, di fronte a Palazzo Chigi, dai colpi di pistola di Luigi Preiti. Ha esordito ringraziando l'Arma: "Ha assistito me e tutti i miei familiari come se fossimo una sola grande famiglia. Capirete perché sto facendo questa conferenza stampa e non un'intervista per questo vi chiedo di rispettarmi. Ci tengo a dire grazie anche ai rappresentanti delle isituzioni che mio padre stava vigilando e che con le loro parole mi hanno fatta stare un po' più tranquilla".La 23enne ha parlato della sua vita, travolta dagli accadimenti: "Oggi sono tre mesi che ho perso mia mamma. Ho dovuto riorganizzare tutto già una volta e lo farò ancora. Un ringraziamento speciale va a Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, che mi ha rassicurata con la sua sensibilità e che spero di incontrare nuovamente in futuro". 


 

"Non so se perdonerà Preiti" - Gli occhi gonfi, il trucco colato e la voce rotta in pianto quando parla del padre: "Mio padre ha dedicato tutta la sua vita alle istituzioni. Sulle sue condizioni non dirò niente, per questo potete rivolgervi agli specialisti dell'ospedale Umberto I che voglio personalmente ringraziare. E basta..."  Un applauso che parte spontaneo nella sala colma. Martina è coraggiosa e non si tira indietro neanche di fronte a quella domanda a cui non avrebbe mai pensato di rispondere: "Se riuscirei a perdonare chi ha compiuto questo gesto? Tra i due sono io quella che ha perso qualcosa. Sono stata io, non lui. Non voglio pensare ora, non lo so, no. Penso solo a mio padre: siamo solo noi due. Noi ci definivamo un mezzo esercito sgangherato, ora siamo solo sgangherati. Quindi penso a noi".

 


"Lascio il lavoro per stare con lui" - Martina tiene la testa alta e ha lo sguardo di chi ha dovuto combattere e lottare. È spaventata ma fiera e audace : "Spero che questo incidente che è successo a papà possa far capire tante cose. Spero possa far riflettere. Sono giovane quindi spero in un mondo milgiore" e poi aggiunge quasi scherzando: "Credo nella pace del mondo come dicono le Miss". Ha lasciato tutto Martina per correre tra le braccia del papà, per abbracciare ancora il suo eroe. Ha messo in standby la sua intera vita: "Lavoravo fino a ieri ma mi sono licenziata. Mi sembrava doveroso. L'ho fatto quando mia madre stava male e l'ho rifatto adesso, come è giusto che sia. Il mio futuro adesso cambierà. I progetti di vita che avevo fatto anche dopo la morte di mia madre sono stati nuovamente sconvolti e ora ne farò altri e spero che questi possano andare bene".

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Commenti all'articolo

  • plaunad

    30 Aprile 2013 - 16:04

    Tutta la mia solidarietà a questa brava e coraggiosa ragazza. Non approvo invece i ringraziamenti alla Boldrini. La sua visita puzza troppo di ipocrisia.

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  • Liberopensatore1950

    30 Aprile 2013 - 08:08

    Questo, è uno dei tanti, troppi: accadimenti, nei quali molti di noi si chiedono se Dio esista. Non sono mai stato un c.d.: "baciapile" ma, a modo mio, credo nell'esistenza di Dio, di un Dio comune a Tutti coloro che, attraverso immagini od immaginazione pensano al "Grande Architetto" che ha progettato il -TUTTO- e ci concede il "libero arbitrio". Fatta questa noiosa premessa, condivido il parere di coloro che non ritengono corretto chiedere, in questo caso, a questa Perfetta Figlia, se perdoni oppure no. Credo che ci penserà il Creatore a "gestire" lo Spirito che ha mosso quel corpo che voleva, con mira e precisione: uccidere. Strano per uno che si è appena procurata un'arma... La condanna peggiore per quell'uomo è già avvenuta, ha colpito una Famiglia inerme, già colpita da un evento terribile ma che dimostra, contrariamente al distruttore: grande forza. La FORZA di quella ragazza, è un esempio o dovrebbe esserlo, per molti; non esagero nell'enfasi, sono convinto di ciò che affermo.

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  • raucher

    30 Aprile 2013 - 02:02

    Cocaina , debiti di gioco , due divorzi , una pistola detenuta illegalmente per 4 anni ...più che la solita povera vittima delle ingiustizie della società , mi pare uno sbandato che non è stato capace di gestirsi e attribuisce infantilmente agli altri la colpa dei suoi personali fallimenti.

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  • mancoanna

    29 Aprile 2013 - 21:09

    Mi piacerebbe che la lodevole iniziativa di Libero riguardasse anche la famiglia del carabiniere ucciso durante una rapina nel casertano. Annie

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