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Fermi tutti

Il bimbo bullizzato a Napoli, risponde la sociologa: "Errore pubblicare la foto su Facebook"

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Figlio picchiato, padre pubblica foto su Facebook. Rita Binchi: "Basta mettere in vetrina le proprie emozioni"

Non sono più le merci, ma le persone e le loro emozioni a esser messa in vetrina nella società in cui viviamo. Un fenomeno sempre più caratteristico e inevitabile secondo la sociologa Rita Bichi, docente all'Università Cattolica di Milano, ma che a un certo punto tocca nuovi confini a dir poco discutibili. Come il caso del papà napoletano che ha pubblicato su Facebook la foto di suo figlio, dopo che era stato picchiato da un gruppo di bulli ragazzini. "Si sente l’esigenza di far partecipare chiunque a ciò che succede nella nostra vita quotidiana - ha scritto la professoressa, autrice dell'ultimo "Rapporto sui giovani" - In questo caso, si tratta di una denuncia di un fatto che viene così a conoscenza di un vasto pubblico suscitando disapprovazione, ma che potrebbe anche avere conseguenze psicologiche sul ragazzo perché potrebbe farlo sentire ancora più lontano dalla comunità. Sono conseguenze che non si possono valutare a priori, ma delle quali bisogna tenerne conto”, ha spiegato la professoressa. “Questi mezzi impediscono un controllo di qualunque genere. È necessario che ci sia una maggiore riflessione da parte dei genitori, soprattutto quando, come in questo caso, il ragazzo è minorenne. Probabilmente, il padre ha agito sull’onda emotiva della rabbia e del dolore per la sofferenza provocata al figlio”, ha continuato la Bichi. E alla domanda se l'introduzione di nuove regole nel mondo internet possano aiutare, ha risposto: “Servirebbero più che altro forme di controllo sociali che portino a una maggiore attenzione e consapevolezza verso ciò che si pubblica”.

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Commenti all'articolo

  • fausta73

    20 Marzo 2017 - 13:01

    Il ragazzo avrà conseguenze psicologiche per quello che ha subìto. Il genitore è stato molto generoso e altruista nel pubblicare la foto: vuole che nessun altro bimbo subisca ciò che ha subìto il figlio e nessun genitore abbia il dolore che prova lui.

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  • adler0068

    20 Marzo 2017 - 12:12

    Servirebbe invece punire i reati, anche se fatti da minorenni. Sarebbe consolante per la vittima e disincentivante per gli stalker. La repressione costa poi anche meno della sociologia ipocrita ...

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