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Cellulare e internet sotto la lente

Delitto di Ostia,
spunta la pista lesbo

Gli investigatori stanno concentrando l'attenzione su una presunta relazione con una sessantenne. Ma l'omicida potrebbe essere anche un uomo geloso

foto tratta da "Il messaggero"

foto tratta da "Il messaggero"

Il rapporto con una donna e i contatti telefonici avuti da Alessandra Iacullo poco prima di morire. Sono questi gli elementi su cui si stanno concentrando gli investigatori in queste ore per riuscire a dare un volto all'assassino della trentenne uccisa a coltellate in via Riserva del Pantano a Dragona, vicino Ostia. Un assassino che la ragazza probabilmente conosceva. Gli investigatori, oltre a ricostruire la rete di rapporti della giovane, stanno esaminando i tabulati telefonici e gli sms inviati dai suoi due cellulari per ricostruire gli ultimi contatti. Per l'omicidio della giovane il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pubblico ministero Paola Filippi procedono per il reato di omicidio volontario contro ignoti. 

 L'ipotesi è comunque quella di un litigio, forse tra le due, alla base dell'omicidio. Ma non è escluso anche che l'assassino possa essere un uomo, infastidito o ingelosito dal rapporto delle due donne. Resta fondamentale l'esame del traffico telefonico dei due telefonini della vittima, chi ha incontrato Alessandra, per ucciderla, con ogni probabilità l'aveva contattata al telefono. E' stata anche interrogata, ma non risulta al momento coinvolta nelle indagini, la sessantenne conosciuta su facebook, con cui Alessandra Iacullo avrebbe avuto una relazione (ricostruita con alcuni affettuosi sms e messaggi su Fb). Con lei ed il marito aveva spesso fatto dei viaggi, a spese della coppia. Avrebbe un alibi di ferro anche un uomo, più grande di lei, con cui aveva avuto in passato una relazione. L'ipotesi che la colpevole possa essere una donna, si legge sul Messaggero, viene suffragata anche dall'esito dell'autopsia, eseguita dall'Istituto di medicina legale di Tor Vergata: sembra che i tagli trovati sul corpo di Alessandra siano opera di una mano femminile. La giovane è stata colpita al collo, alle labbra, alle guance, alle braccia. E sotto le unghie c'erano dei frammenti di pelle, che potrebbero aiutare a rintracciare l'autore, o l'autrice, delle coltellate, che hanno provocato la morte per dissanguamento.

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Commenti all'articolo

  • claudionebridio

    06 Maggio 2013 - 18:06

    Significativa è la lista degli omicidi praticati da donne sugli uomini nell'anno 2009: da gennaio a dicembre un numero mensile costante ma dei cui episodi non si è mai parlato in tv o si è parlato sbrigativamente. La parola "femminicidio" non è propalata ad ogni ora del giorno e della notte a caso: si vuole colpire l'intero genere maschile, per arrivare alla figura paterna e quindi alla distruzione della famiglia cosiddetta "patriarcale". Nel governo Zapatero la ministra all'istruzione disse che stavano "rieducando" il cervello maschile fin dalle scuole primarie: attraverso l'abbattimento dell'autostima maschile, il lavaggio del cervello per inculcare il concetto che le femmine sono tutte brave, buone e belle e i maschi tutti brutti, sporchi e cattivi. E chi denuncia i guasti dell'ideologia è subito classificato "maschilista". Forse sarebbe ora di cominciare a parlare dei danni immani arrecati alla società da trentanni di radical femminismo ideologico e laicista.

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  • claudionebridio

    06 Maggio 2013 - 18:06

    Significativa è la lista degli omicidi praticati da donne sugli uomini nell'anno 2009: da gennaio a dicembre un numero mensile costante ma dei cui episodi non si è mai parlato in tv o si è parlato sbrigativamente. La parola "femminicidio" non è propalata ad ogni ora del giorno e della notte a caso: si vuole colpire l'intero genere maschile, per arrivare alla figura paterna e quindi alla distruzione della famiglia cosiddetta "patriarcale". Nel governo Zapatero la ministra all'istruzione disse che stavano "rieducando" il cervello maschile fin dalle scuole primarie: attraverso l'abbattimento dell'autostima maschile, il lavaggio del cervello per inculcare il concetto che le femmine sono tutte brave, buone e belle e i maschi tutti brutti, sporchi e cattivi. E chi denuncia i guasti dell'ideologia è subito classificato "maschilista". Forse sarebbe ora di cominciare a parlare dei danni immani arrecati alla società da trentanni di radical femminismo ideologico e laicista.

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  • gigi primo

    06 Maggio 2013 - 18:06

    come li chiamiamo femminicidio, omicidio o che altro?

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