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Il portacontainer contro la torre

Strage al porto: 7 morti, 4 feriti
Indagato il comandante della Jolly
Un superstite. Altri due dispersi

Strage al porto: 7 morti, 4 feriti
Indagato il comandante della Jolly
Un superstite. Altri due dispersi

Sette morti, due dispersi e quattro feriti: è questo l'ultimo bilancio dell'incidente avvenuto l'8 maggio alle 23.30 circa all'interno del porto di Genova, dove la nave mercantile Jolly Nero si è  scontrata in manovra contro la torretta piloti, facendola schiantare su se stessa.  A precisarlo il comando generale della Guardia Costiera che ha corretto le notizie che si rincorrono in queste ore frenetiche per riuscire a salvare i superstiti della tragedia. Di certa c'è la gioia del ritrovamento, a mezzogiorno, dopo oltre dodici ore di ricerca, di un disperso. Maurizio Pontenza, pilota della torre di controllo, è stato trovato sotto le macerie ed è stato trasportato immediatamente all'ospedale in gravi condizioni. Ieri notte non avrebbe dovuto essere di turno. A quanto hanno riferito dai figli, l'uomo aveva poi dovuto cambiare programma all'ultimo momento e, all'ora dell'incidente, circa le 23.30, si trovava dentro la torre di controllo. 

Ipotesi e indagati - Secondo quella che è al momento l'ipotesi investigativa più forte, i due motori della nave si sarebbero bloccati rendendola ingovernabile. Quindi il Jolly nero avrebbe travolto e fatto crollare il molo e la torre. La Procura di Genova ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo plurimo e ha iscritto nel registro degli indagati Roberto Paoloni, il comandante 63enne della Jolly Nero e il pilota. L'uomo, indagato per disastro colposo, è stato ascoltato a lungo dagli inquirenti per ricostruire la dinamica dello scontro. L'incidente è avvenuto poco dopo le 23 di martedì sera: il portacontainer stava lasciando lo scalo, guidato da due pilotine. Per causa ancora da accertare la nave - che ha una stazza di 40.594 tonnellate, è lunga 239,26 metri e ha una larghezza di 30,50 metri, con un pescaggio di 11,5 metri - ha completamente sbagliato manovra ed è di fatto "entrata" dentro la "palazzina piloti", dove operano e vivono molti dei piloti della Capitaneria di Porto di Genova. In seguito all'urto la torre, alta 54 metri, si è inclinata di 45 gradi e si è abbattuta su una palazzina adiacente, distruggendola completamente.

Guarda le foto della tragedia nella Gallery

Guarda il video dei soccorritori su LiberoTv

Le vittime - Una delle vittime della tragedia è  Daniele Fratantonio, 30 anni. L’uomo era in forze alla Capitaneria di porto. Prima di prestare servizio a Genova era stato di stanza all’isola della Maddalena, in Sardegna. Ritrovati i corpi di  Michele Robazza, 41 anni di Livorno, pilota del porto di Genova, e di Davide Morella, di 34 originario di Bisceglie, della Capitaneria di porto. I sommozzatori della guardia costiera hanno trovato in mattinata altri quattro corpi. Il numero delle vittime accertate sale così a sei. Gli ultimi tre corpi sono stati recuperati dai sommozzatori della guardia costiera: erano nell'ascensore della torre. Tra le altre vittime idenntificate, il pilota Maurizio Potenza, di 50 anni (in un primo momento era stato dato per sopravvissuto), Marco De Candussio, 40 anni, Giuseppe Tusa, 25 anni di Milazzo, e Sergio Basso, 50 anni, di Genova, dipendente della società Rimorchiatori Riuniti. Restano dispersi due uomini della Capitaneria: Francesco Cetrola, 38 anni, di Matera; il sergente Gianni Jacoviello, 33 anni, della Spezia.

La scheda: chi sono le vittime

I feriti - I quattro feriti sono tutti militari della Capitaneria di Porto. Due di loro sono ricoverati all'ospedale Galliera, altri due all'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena. Al Galliera sono ricoverati: Enea Pecchi, 40 anni, di Pavia, in prognosi riservata; e Raffaele Chiarlone, 36 anni, di Cuneo, dapprima in rianimazione e poi portato in reparto. Al Villa Scassi sono ricoverati: Gabriele Russo, 32 anni, di Messina, che ha riportato fratture multiple e in stato di ipotermia per essere stato a lungo in acqua; e Giorgio Meo, 35 anni, di Taranto, ritrovato sotto le macerie della torre.

Lutto cittadino-  "Mentre sono in corso le operazioni di ricerca dei dispersi - ha comunicato il Comune di Genova -, il sindaco Marco Doria esprime il cordoglio dei genovesi ai familiari di coloro che hanno perso la vita nello svolgimento del proprio lavoro. L'amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino". Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, è immediatamente partito per Genova per "un’immediata riunione operativa con l’autorità portuale, la capitaneria di Porto e la magistratura" per poi riferire in Parlamento alle 16.

Le testimonianze - Girolamo Cuomo, un operatore del Porto di Genova, è stato testimone diretto dell'incidente navale, e ai microfoni dell'emittente Primocanale ha spiegato: "Ero in servizio qui al molo Giano quando ho sentito lo schianto. Il tempo di fare il giro e tornare indietro e ho visto. Subito abbiamo pensato che fosse qualche nave che si era scontrata. Torno indietro e non vedo più la torre pilota. Mi affaccio e vedo tutte macerie e questa nave che si era allontanata". Secondo un'altra testiomnianza di una guardia giurata in servizio al check point, la torre "è  venuta giù di colpo" dopo l'urto con la nave. "Saranno state le 23, o pochi minuti dopo. Ero nell'ufficio del check point quando ho sentito come un boato e subito dopo tre ragazzi passare di corsa, urlando spaventati: La torre! La torre!. Sono uscito e la torre non c'era più, al suo posto c'era la prua della nave".

Guarda il video delle testimonianze su LiberoTv

Guarda il video delle prime immagini della Torre su LiberoTv

Le caratteristiche della nave - La Jolly Nero era diretta a Napoli e avrebbe poi fatto rotta per Port Said, Aqaba, Jeddah, Abu Dhabi, Gibuti, Suez, Misurata, Castellon. La nave ha una stazza lorda di 40.594 tonnellate, netta di 17.083 tonnellate; ha una lunghezza di 239,26 metri e una larghezza di 30.50 metri. La Jolly Nero è della flotta della Ignazio Messina & C', che ha sede a Genova, composta da 14 navi di proprietà e bandiera italiana, più alcune altre noleggiate, tutte specializzate ro-ro container, che fanno della Messina "il secondo operatore ro-ro container al mondo". Tutte di diversa capacità e tonnellaggio, sono in grado di trasportare contenitori e special equipment, veicoli rotabili di ogni genere. La compagnia Ignazio Messina & C - si legge sul sito della società - svolge attualmente servizi di linea tra i principali porti del Mediterraneo (Genova, Marina di Carrara, Napoli, Marsiglia, Barcellona e Castellon) ed il Mediterraneo Orientale, il Nord d'Africa, l'Africa Occidentale, il Sud Africa, il Medio Oriente ed il sub-Continente Indiano. La procura di Genova ha aperto un fascicolo d'inchiesta ed il pm Cutugno ha posto sotto sequestro oltre al mercantile tutte le strutture del porto di Genova coinvolte nella tragedia. Sul posto è accorso anche l'armatore, Stefano Messina, che si è detto "disperato" dall'evento.

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Commenti all'articolo

  • pinco

    08 Maggio 2013 - 21:09

    Se invece di pensare a Berlusconi i giudici comunisti avessero arrestato il comandante per tempo, questa tragedia non si sarebbe verificata.

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  • massimo1954

    08 Maggio 2013 - 20:08

    Complemente d'accordo con il lettore gattomatto.In effetti,è praticamente sul mare.Vista l'altezza,anche se fosse stata posizionata una ventina di metri all'interno senza costruzioni attorno,avrebbe avuto la completa visibilità in tutte le direzioni.Ma...siamo in Italia!

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  • pinturicchi

    08 Maggio 2013 - 18:06

    AFFONDATO!!!!!!

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  • gattomatto

    08 Maggio 2013 - 10:10

    Stavo guardando le foto della struttura come si posizionava rispetto all'area circostante e sono rimasto basito: ma se quella era una area di manovra di quei mostri d'acciaio, ma su di uno spigolo ci mettete quella torre senza protezione alcuna? E poi a me ha dato anche l'idea di una struttura alquanto leggerina. Ma avete mai visto dove posizionano le torri di controllo degli aeroporti ? Non stanno mica in testata pista perchè prima o poi qualcuno le tira giù. Un pensiero alle famiglie dei morti/dispersi è d'obbligo ma ho una rabbia................

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