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L'ultima bestia che abbiamo accolto

Milano, marocchino pesta moglie italiana con il cellulare: sfigurata, una maschera di sangue

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Milano, marocchino pesta moglie italiana con il cellulare: sfigurata, una maschera di sangue

Una maschera di sangue, le mani che le tremano, la rassegnazione negli occhi. E tutto intorno il caos. Lei, forse abituata ai comportamenti violenti e disumani del marito, non si rende conto. «Mi ama», si giustifica la donna con un signore che era appena riuscito a placare la belva che senza alcuna remora l’aveva picchiata davanti a tutti in piazza. C’era riuscito dicendo una bugia: «Fermati, sono un poliziotto». Solo a quel punto il marocchino ha smesso di picchiare sua moglie, una italiana, sotto gli occhi impassibili del figlio, un bimbetto di tre anni. Grazie alla testimonianza di Gianni Fiorino, il marito violento è stato arrestato dai Carabinieri, altrimenti probabilmente nessuna denunzia sarebbe stata sporta dalla donna e le accuse di maltrattamenti cadute. Il signor Fiorino è ancora scosso quando racconta la dinamica di questa agghiacciante pagina di cronaca cittadina.

Siamo in pieno giorno a piazza Oldrini a Sesto San Giovanni. Lui, candidato di Forza Italia alle prossime amministrative, sta parlando con alcuni elettori che si erano fermati al gazebo azzurro. Sente gridare, ma la distanza (una quarantina di metri in linea d’aria) non gli permette di capire bene cosa sta succedendo. Solo quando percepisce le parole «Mi ammazza», corre velocemente - insieme ad altri cittadini - verso l’area giochi, a due passi dal supermecato Esselunga e quello che si trova davanti è una scena terrificante. Un uomo che con un telefonino picchia la moglie, seduta su un muretto, colpendola in testa. Altri sestesi avevano provato a calmarlo, ma niente. Continuava anche con le mani. Solo quando Gianni Fiorino, mentendo, ha detto di essere della Polizia ha smesso. Come nulla fosse successo un attimo prima si è messo seduto pure lui. «Gli ho chiesto perchè mai avesse fatto una cosa del genere», racconta il candidato azzurro, «e lui con tutta la massima tranquillità mi ha risposto che la moglie gli dà troppi problemi con il bambino». Nel frattempo erano stati chiamati i carabinieri che immediatamente sono intervenuti, seguiti dai vigili urbani e da una volante della polizia, e lo hanno arrestato per maltrattamenti.

«Sono davverso sconvolto», continua Fiorino, «ho 62 anni e ne ho viste parecchie nella vita, ma una brutalità del genere mai». Altra cosa che lo ha lasciato turbato è stata «l’indifferenza del bimbo di fronte a tanta violenza, quasi che fosse abituato a quelle scene». «Mi appello a tutte le forze politiche, al di là del colore e dell’ideologia, per fare fronte comune contro questa deriva. Perché è vero che ci sono anche tanti italiani violenti, ma non possiamo lasciare che la barbarie resti impunita», aggiunge l’azzurro che è anche responsabile Sicurezza e Periferie di Forza Italia. «Dobbiamo riprenderci la nostra storia, i nostri valori», continua Fiorino. «Sono un credente e ben disposto ad aprire le braccia a quanti hanno bisogno, ma non mai visto tanta disumanità come quella che ho visto oggi contro una donna».

E su questo trova perfettamente d’accordo Roberto Di Stefano, candidato sindaco di Fi a Sesto San Giovanni. «Siamo sempre e comunque contro la violenza sulle donne indipendentemente da chi le commette: è inconcepibile che si arrivi a massacrare la moglie in piazza, aridurla in quel modo, per futili motivi», tuona Di Stefano. «Vogliamo il massimo della pena per chiunque commette questo tipo di reato ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla donna a differenza del candidato sindaco del centro sinistra che invece si riserva di darla o meno in base all’appartenenza politica». Il riferimeno è a Silvia Sardone, consigliere comunale di FI a Palazzo Marino, che la settimana scorsa, a margine di una trasmissione televisiva in cui denunciava il degrado di Sesto, sarebbe stata violentemente strattonata da un consigliere comunale del Pd. Tante le manifestazioni di solidarietà per lei, ma non quella del sindaco, peraltro donna.

di Nicoletta Orlandi Posti

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Commenti all'articolo

  • fausta73

    15 Maggio 2017 - 17:05

    Figuriamoci se non l'amasse: l'ammazzerebbe

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  • wall

    15 Maggio 2017 - 10:10

    Altra tara,altro cervello ancora in fase di sviluppo.Ancora c'è il primitivo,che uccide,o,in questo caso si approfitta di una persona più debole!! Fuori dall'Italia e revoca se cittadino italiano,sposato solo per suo interesse!Alla donna direi;meglio soli che male accompagnati!!Questa è l'integrazione per legge e non per amore,e queste sono leconseguenze che verranno poi con le new generazioni di

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  • Yossi

    15 Maggio 2017 - 07:07

    Per sposare la risorsa la signora ha dovuto convertirsi all Islam quindi sarà ben cosciente che il marito può infliggere punizioni corporali alla moglie, ovviamente a suo insindacabile giudizio. Chi è causa del suo male pianga se stesso.

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