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La dinamica dell'incidente

Strage al porto di Genova
Ecco come si schiantata la nave

Strage al porto di Genova
Ecco come si schiantata la nave
Qualcosa non ha funzionato nel momento in cui la nave doveva mettere la marcia in avanti. "Una avaria" - sostengono ora il pilota e il comandante - e la Jolly Nero, portacontainer della compagnia Messina, si è schiantata contro la Torre provocando sette morti e due dispersi.
Ma vediamo la dinamica dell'incidente secondo il racconto del pilota Antonio Anfossi, indagato insieme al comandante della nave Roberto Paoloni per omicidio colposo plurimo, ricostruita da Repubblica. Il mercantile (250 metri) è ormeggiato al molo Ronco. Deve percorrere in retromarcia (ovvero uscendo di poppa) il canale di Sampierdarena per poi fare manovra di "evoluzione" nell'avanporto ovvero mettersi con la prua nel senso di marcia per uscire così dal porto. Ed è proprio durante la manovra di evoluzione che succede l'irreparabile.
La nave infatti è in retromarcia, in direzione della Torre dei piloti. Duecento metri li separano. A questo punto il mercantile deve ingranare la marcia avanti ma niente da fare. I motori sembrano non rispondere. La distanza dalla Torre si accorcia: 70 metri. Viene lanciato l'allarme. "Avaria". Inizia la corsa contro il tempo. Vengono gettate le ancore e il rimorchiatore Spagna che intanto ha agganciato la nave di poppa inizia a tirare più forte che può, il tirante si spezza, e per soli due metri la Jolly nero scivola verso la Torre e ci sbatte contro. La Torre crolla.
Ora inizierà la battaglia legale sulle responsabilità del disastro. Si analizzeranno i filmati delle telecamere che hanno ripreso tutta la scena, la scatola nera che contiene i dialoghi di bordo e tutti i dati su posizione e velocità, le testimonianze. Il dubbio è che possa esserci stato un errore umano, proprio nel momento in cui si sarebbe dovuta invertire la marcia.   

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Commenti all'articolo

  • allianz

    09 Maggio 2013 - 17:05

    ci sia stata un'avaria dei motori in sala macchina mentre veniva posizionata con la prora in avanti per uscire dal porto.Qualcosa non ha funzionato,forse la perdita della timoneria oleodinamica,o la perdita della sala macchine....

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  • glucheri

    09 Maggio 2013 - 17:05

    La nave mentre retrocedeva di poppa avrebbe dovuto iniziare a curvare molto prima. Se non l'ha fatto è perché nessuno ha dato i comandi per farlo, altrimenti l'allarme perché la nave non ubbidiva ai comandi sarebbe scattato subito.

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  • massimo1954

    09 Maggio 2013 - 17:05

    Se le cosa stanno come la ricostruzione,allora per una nave di quella stazza che,anche se ha una velocità di soli 3 nodi o poco più,per fermarsi per inerzia,ha necessità di centinaia di metri o anche più,la manovrà è rischiosa in quello specchio d'acqua se,capita una avaria improvvisa come pare sia successo.Forse,sarebbe dovuta uscire di poppa dal porto e,fare l'inversione di marcia un mare aperto ma forse,tecnicamente non era possibile.Certo che la torre,sul ciglio del molo senza protezione...

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  • aquila azzurra2

    09 Maggio 2013 - 16:04

    i moderni trasporti marittimi prevedono navi containers sempre più grandi per risparmiare sui costi e la maggior parte dei grandi porti , tipo quelli del nordeuropa o americani,si sono adeguati rendendo estremamente facili e rapide le manovre , noi siamo invece in situazione di arretratezza e compensiamo con la grande abilità di piloti e rimorchiatori .La tragica crisi e i legacci dell'europa stanno distruggendo l'economia e la nostra esistenza,rischiamo la vita per continuare a lavorare in strutture che andrebbero aggiornate, diminuiamo il nostro potenziale lavoro per mancanza di fondi da investire, insomma ci spegniamo di giorno in giorno soffocati dal DP e dai dictat germano-europei. Gli USA ed il giappone già messo in ginocchio dal terribile terremoto,si stanno riprendendo grazie alla loro autonomia monetaria ed a quella svalutazione che aumenta notevolmente le esportazioni creando ricchezza e posti di lavoro. Svegliamoci o sarà vicino il compimento della tragedia.

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