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Terribili sospetti

Procura di Milano, la talpa nell'ufficio di Ilda Boccassini: i segreti svelati al clan

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Ilda Boccassini

Un grosso guaio per Ilda Boccassini: una talpa in procura, nel suo ufficio. Ci sarebbero quattro informatori al servizio dell'organizzazione criminale legata al clan Ludani che avrebbero minato, o tentato di minare, l'inchiesta della storica pm anti-Cav. Il particolare inquietante emerge dall'ordinanza di custodia cautelare del gip Giulio Faneles, eseguita lunedì mattina a Milano.

Nella Guardia di Finanza, stando alle indagini, si anniderebbero tre funzionari infedeli: un capitano "precedentemente impegnato nel compimento di atti relativi alla verifica fiscale" del commercialista Antonino Ferraro (accusato di gestire un giro di fatture false); un maresciallo di Lissone "confidente della moglie del Ferraro"; il tenente colonnello Riccardo Scuderi del Nucleo di Polizia Tributaria di Como.

Infine, un quarto e misterioso uomo: "La persona - scrivono gli investigatori - che ha modo di rivelare a uno degli indagati quanto ha appreso visionando direttamente il fascicolo dell'indagine sul tavolo di lavoro del procuratore aggiunto della Repubblica, responsabile della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano", ovvero Ilda Boccassini. E se non fosse chiaro, ciò signficia che qualcuno si è introdotto illegalmente nell'ufficio di Ilda per rubare notizie utili per gli indagati.

A confermarlo c'è un'intercettazione ambientale del 24 novembre 2016, di cui ha dato conto la procura, di cui è protagonista Nicola Fazio, 53enne di Acireale, che gestisce la galassia di società che fanno capo a Securpolice, un gruppo della sicurezza che si occupa anche del Palazzo di Giustizia.

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Commenti all'articolo

  • steacanessa

    16 Maggio 2017 - 17:05

    Che figura di .....!

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  • salvatore.naldi

    16 Maggio 2017 - 11:11

    PRIMA O POI I NODI VENGONO AL PETTINE .

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  • Chry

    16 Maggio 2017 - 10:10

    Chi è il mandante?? A chi avrebbero rivenduto il lavoro sulle indagini??

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