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Fiat-Chrysler è quasi fatta

Ancora dubbi per un ricorso

Fiat-Chrysler è quasi fatta
 L’affaire Fiat-Chrysler procede, ma avanza anche il ricorso contro la vendita della compagnia americana all’azienda torinese. Tre fondi pensione dell’Indiana, creditori dell’industria automobilistica, hanno portato in tribunale il loro dissenso: per i gestori di questi fondi la vendita violerebbe i diritti costituzionali dei creditori garantiti. Secondo quanto stabilito dal giudice statunitense Arthur Gonzales, che intanto ha dato l’assenso all’acquisizione da parte del consorzio guidato dall’azienda torinese degli asset sani di Chrysler, il ricorso sarà discusso direttamente davanti alla Corte d’Appello perché il caso coinvolge dei problemi di importanza pubblica.

Il procedimento avviato davanti al tribunale fallimentare comunque rischia di rallentare la conclusione dell’affare: se infatti il ricorso non fosse accolto dai giudici la cessione di Chrysler sarà efficace da giovedì. In caso di riscontro positivo invece Marchionne dovrà aspettare ancora.  

Intanto il Lingotto, archiviato il tentativo Opel, sembra stia cercando un nuovo partner in Europa. Si parla di Psa Peugeot Citroen o Bmw. A dirlo è il Wall Street Journal Europe, puntualizzando però che dalla Fiat non hanno commentato l’articolo. Comunque avvertono dal quotidiano Marchionne potrebbe trovare “simili opposizioni” a quelle trovate con Opel, “non importa dove vada in Europa”.

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