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Ma in Vaticano, no?

Papa Francesco, immigrazione: "Il colonialismo ha reso l'Europa più ricca"

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Papa Francesco

Puntuale come le tasse, si ripete il format dell'intervista di Eugenio Scalfari a Papa Francesco, su Repubblica. Il colloquio, questa volta, piove in occasione del tormentato G20 di Amburgo. E il Pontefice coglie la palla al balzo per bacchettare uno dei protagonisti del vertice, Donald Trump, bacchettato al pari di Vladimir Putin. "Temo che ci siano alleanze assai pericolose tra potenze che hanno una visione distorta del mondo: America e Russia, Cina e Corea del Nord, Putin e Assad nella guerra di Siria", afferma il Pontefice.

Ma i passaggi più significativi dell'intervista sono quelli relativi all'immigrazione, in cui in buona sostanza Francesco torna ad invocare le "porte aperte per tutti". Bergoglio, infatti, spiega a Scalfari che "il pericolo riguarda l’immigrazione. Noi abbiamo come problema principale e purtroppo crescente nel mondo d’oggi quello dei poveri, dei deboli, degli esclusi, dei quali gli emigranti fanno parte. D’altra parte ci sono Paesi dove la maggioranza dei poveri non proviene dalle correnti migratorie ma dalle calamità sociali; altri invece hanno pochi poveri locali ma temono l’invasione dei migranti. Ecco perché il G20 mi preoccupa - rimarca il Papa -. Colpisce soprattutto gli immigrati di Paesi di mezzo mondo e li colpisce ancora più col passare del tempo".

Ed eccoci, dunque, allo "spalancare le porte". Papa Francesco infatti ricorda il colonialismo, i suoi aspetti positivi e negativi: "Comunque - afferma - l'Europa divento più ricca, la più ricca del mondo intero. Questo sarà dunque l’obiettivo principale dei popoli migratori".

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Commenti all'articolo

  • gigi primo

    08 Luglio 2017 - 19:07

    purtroppo ha ragione, ma perché tutti in Italia? da noi eritrei e somali, gli altri no!

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  • Antony36

    08 Luglio 2017 - 18:06

    Tutte queste uscite folcloristiche hanno lo scopo di distrarre i cristiani dai veri problemi della chiesa e del vaticano. Pensi ai suoi preti pedofili e ai danni che il suo pontificato ha arrecato alla chiesa intera. Nessuno dei politici si "indigna" per queste indebite intrusioni nella vita e nella politica degli italiani?

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