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Si torna al baratto

Il supermarket anti-crisi: non paghi con gli euro ma in ore di lavoro

Il progetto, nato a Modena, si ispira a un'iniziativa già diffusa in Inghilterra: una possibilità per superare parte dei problemi delle famiglie in difficoltà

Il supermarket anti-crisi: non paghi con gli euro ma in ore di lavoro

di Marta Macchi
@LadyTibi

Suicidi, disoccupazione ai massimi storici, persone che rubano per sfamare i propri figli, un Paese in ginocchio, che cerca di arrivare a fine mese. Il volto della povertà, in Italia, piange lacime amare. Ma per chi non ce la fa più, in Emilia Romagna, arriva una possibile soluzione. Per rispondere agli stenti di questi anni sta nascendo una catena di supermercati davvero particolari. Un nuovo progetto che, seppur ingegnoso, ci riporta indietro di centinaia di anni (di fatto, al baratto) e che dà la cifra della condizione in cui si trova il Belpaese. Nella regione, da oggi, sarà possibile fare la spesa gratis: nasce il primo ipermercato per disoccupati. Complice la crisi economica, d'ora in poi sarà possibile riempire il carrello e non dover pagare nulla alla cassa. Lo scontrino si salda con il lavoro, ovviamente per il supermercato. Una forma di scambio che permette, a chi ha scarse possibilità economica, di poter comunque portare la cena in tavola.

Cos'è? - L'esperimento ricalca un modello già diffuso in Inghilterra: quello dei People Supermarket, cooperative alimentari il cui obiettivo è quello di fornire alla comunità locale cibo a buon mercato in cambio di quattro ore al mese del loro lavoro. Il primo supermercato italiano a diffondere il sistema di scambio cibo-lavoro si chiama Emporio Portobello, è a Modena, e si basa su un'idea di volontariato che diventa moneta di scambio. Il grande magazzino funziona così: ogni famiglia sarà detentrice di una tessera, con la quale potrà fare la spesa. Il prezzo finale dei prodotti però verrà misurato in punti anziché in euro: in base al nucleo familiare. La card verrà ricaricata mensilmente e le famiglie potranno utilizzarla per un tempo limitato (alcuni mesi), in base ad una graduatoria stilata dai servizi sociali in base all'ISEE. Ciò significa che, se le condizioni economiche della famiglia dovessero migliorare, la tessera passerà automaticamente ad un altro nucleo familiare.

Lo scambio - Le ore con cui di fatto si pagano gli alimenti devono essere lavorate almeno una volta alla settimana all'interno dello stesso emporio. Il meccanismo è reso possibile grazie alla collaborazione di alcune associazioni di volontariato presenti sul territorio modenese. Il programma solidale prevede inoltre che, chiunque voglia, possa fare donazioni per sostenere la causa, aziende comprese. 

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Commenti all'articolo

  • wainer

    15 Luglio 2013 - 16:04

    Poi quando devi andare in farmacia (p.es.) porti la tessera di Portobello... ma fammi un piacere!!!

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  • Satanasso

    19 Maggio 2013 - 13:01

    Si certo...come no ! Per 8 ore di lavoro il supermercato ti dara' in cambio un po di pane con la mortadella ! Il Capitalismo in Italia non va bene...Ci vuole un Governo Militare !

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