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Tartassati

Iva più cara su caffè, sigarette, scarpe
Ecco come arriva la stangata di Letta

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Enrico Letta

Enrico Letta

 

La sospensione del pagamento dalla rata dell'Imu sulla prima casa è stata accolta con grande soddisfazione dai contribuenti italiani. Ma c'è veramente poco da gioire se, come sembra, il governo si appresta ad aumentare di un punto percentuale l'Iva. Sarà a tutti gli effetti di una fregatura. Il perché è presto spiegato: la tassa sulla prima casa farà risparmiare ai fortunatati che ne possiedono una, una cifra che per il 77% dei proprietari è inferiore ai 300 euro; l'Iva, invece, colpirà indiscriminatamente tutti per dar modo al governo di far cassa: aumenterà infatti il caffè, il succo di frutta, il vino oltre che le scarpe, le sigarette, il tabacco, i mobili, le biciclette, i telefonini, i computer, le connessioni a internet, le palestre, le vacanz, etc... Il rincaro sarà dal 21 al 22% che tradotto in soldoni, secondo alcune proiezioni fatte dalle associazioni dei consumatori, graverà sugli acquirenti fino a 207 euro l'anno in più

Promesse da mantenere - Un suicidio economico che rischia di creare un corto circuito nell'economia del paese. Di questo è ben consapevole il Pdl che ieri, attraverso le parole del capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, ha fatto sapere al governo che questo non era nei patti: "Impedire l'aumento dell'Iva", ha tuonato l'ex ministro, "è un impegno programmatico sul quale Letta ha ricevuto la fiducia. E il premier non può aver cambiato programma". "Il problema finanziario esiste", ammette il sottosegretario democratico Paolo Baretta. "Il punto è capire se sia più urgente evitare l'aumento dell'Iva o ridurre la tassazione alle imprese per favorire l'assunzione dei giovani". Enrico Letta da parte sua lo ha già detto: "Prima di tutto il lavoro per i giovani". La stangata, quindi, è dietro l'angolo.

 

 

 

La stangata - Oltre a al possibile aumento Iva del primo luglio, all'orizzonte ci sono altri aumenti che graveranno sulle famiglie, nel 2013, qualcosa come 734 euro a famiglia. A calcolarlo è la Federconsumatori  che sommato i rincari annui per ogni singola imposta a carico di una famiglia media: 45-45 euro per la Tares, 207 euro per l'Iva, 480 euro medi per l'Imu (prima casa esclusa). Ecco il dettaglio:  IMU - un decreto del governo ha sospeso il versamento della rata Imu del 16 giugno per la prima casa. La scadenza resta però valida per le seconde e altre case e per gli immobile extralusso. Il governo si è dato tempo fino al 31 agosto prossimo per mettere a punto una riforma complessiva del sistema fiscale sugli immobili. Se però entro quella data non si riuscisse a centrare l'obiettivo, la rata sulla prima abitazione dovra' comunque essere pagata, fissando un nuovo termine al 16 settembre. La sospensione della prima rata vale 4 miliardi di versamento allo Stato. IVA - Dovrebbe scattare il prossimo primo luglio il programmato aumento dell'aliquota standard dell'imposta sui consumi, passando dal 21% al 22%. Un'intervento che vale 2 miliardi e che nelle intenzioni, il governo vorrebbe scongiurare. L'imposta sul valore aggiunto, nell'eventuale maggiorazione, riguardera' vino, birra, carburanti, abbigliamento e altri beni e servizi. Dall'aumento dell'Iva sono esclusi invece i beni di prima necessità, come alimentari, sanità, istruzione, la casa e tutti i beni ai quali si applica l'Iva al 10% o al 4%, o non si applica affatto. TARES - la Tariffa Rifiuti e Servizi è una tassa di scopo sui costi di raccolta e smaltimento rifiuti e altri servizi comunali, calcolata in base alla metratura delle abitazioni e al numero dei componenti. Sostituisce la Tarsu e la Tia, rispetto alle quali comportera' un aumento medio di 0,30 euro al metro quadrato. Dopo una serie di rinvii sulle scadenze, è stato deciso che la maggiorazione di 30 centesimi a mq verrà adottata a partire da dicembre, andando a finire tutta direttamente nelle casse dello Stato.

 

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Commenti all'articolo

  • accanove

    20 Maggio 2013 - 18:06

    come era prevedibile, non sanno dove trovare 4 miliardi perchè non osano intaccare le voci di costo che ci hanno portato fino a qui, 500 miliardi di sanità, basterebbe imporre uno sconto sui prezzi del 10% e buona parte di questo sconto andrebbe ad intaccare le tangenti che vi girano dietro, 10% = 50 miliardi, più di 10 volte l'imu. è solo uno dei tanti esempi su settori da intaccare.

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  • annunziata

    20 Maggio 2013 - 16:04

    sono favorevole all'aumento dell'iva date le circostanze; viene pagata da tutti e quindi meglio della benzina che colpisce gli automobilisti. Deprime i consumi? vedremo se in tempo di vacche magre i negozianti si azzarderanno ad alzare i prezzi con la scusa dell'iva. Se lo fanno porteranno a casa a fine giornata ancora di meno. D'altra parte a questi livelli nessuno può credere che lo stato porti a casa cifre significative, anzi induce gli elusori a diffondersi.

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  • arwen

    20 Maggio 2013 - 15:03

    Questo governo, come tutti quelli che lo hanno preceduto (di dx e sx) nn ha coraggio ne dei progetti innovativi capaci di risollevare il paese. Qui siamo fermi alla politica finanziaria e fiscale dello sceriffo di Nottingham, cioè non c'è altro modo di finanziare lo stato se non attraverso l'imposizione fiscale. Stiamo discutendo di IMU e IVA trasformando questo argomento in un altro sterile territorio di scontro tra due movimenti politici ormai ridotti alla canna del gas. La cosa peggiore è che molti si lasciano appassionare da questa sterile polemica e nn guardano al quadro generale, ovvero il paese è gravato di tasse tanto da esserne soffocato, moltissimi, nn solo i "ricchi" indicati dalla sx, nn pagano le tasse, i servizi che quelle tasse dovrebbero pagare sono inesistenti, i vincoli europei sono dei lacci troppo stretti alla nostra gola, nn c'è la capacità di presentare una alternativa a questa politica fiscale. As usual la casa brucia e dx/sx litigano sul colore delle tendine!

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