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Anniversari

A un anno dal sisma l'Emilia è ripartita
ma la burocrazia rallenta la ripresa

La priorità sono le agevolazioni fiscali affinché le imposte non pesino sui cittadini e sulle imprese impegnati nella ricostruzione

L'immagine simbolo del terremoto dell'Emilia

L'immagine simbolo del terremoto dell'Emilia

 

Erano le 4.03 del 20 maggio 2012 quando un terremoto di magnitudo 5.9 ha sconvolto la bassa emiliana provando morte e distruzione. Ad un anno dal sisma i centri colpiti, soprattutto nel Modenese e nel Ferrarese, ricordano, ma tracciano anche un primissimo bilancio sulla ricostruzione, che va avanti spedita, fra tanti problemi. Saranno molte, oggi, in tutte le zone colpite terremoto le cerimonie che serviranno per ricordare le vittime, ma anche per tenere alta l'attenzione su una ricostruzione che deve compiere ancora molti passi. Ci saranno inaugurazioni di chiese, di strutture pubbliche, ma anche feste per dare un segnale che le cose, sia pure faticosamente, stanno tornando alla normalità. La ricostruzione è infatti partita, ma è la burocrazia a rallentare i tempi. La priorità cui mettere ancora mano con alcuni correttivi resta ancora una volta il fisco, affinchè non pesi sui cittadini e soprattutto sulle imprese della zona colpita che non si sono arrese. 

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Il terremoto visto dai lettori /1
Il terremoto visto dai lettori /2

Problema burocrazia - C'è voglia di ripartire, insomma, tra gli imprenditori, di ricominciare, ma non è facile. Il lavoro da fare è enorme, considerato anche che nell’area terremotata vive il  14% della popolazione regionale, vi sono 51 mila imprese, di cui 7 mila manifatturiere che rappresentano circa il 15% della realtà   produttiva regionale e circa 175 mila addetti.A frenare la ricostruzione, spiega Lalla Golfarelli responsabile  divisione politiche locali Cna Emilia Romagna "c'è innanzitutto la mancanza di una legge sulle calamità naturali e la mancanza di esperienza nella gestione di un terremoto che avesse come riferimento una delle aree a più alta intensità produttiva e industriale". Ma a pesare è soprattutto "la burocrazia italiana, le cui parti tradizionalmente non comunicano e che, nonostante vi sia una legge   nazionale sulle decertificazioni, fatica ad accettare le autocertificazioni e i controlli ex post, come normalità". Situazione pesante, dunque, che tuttavia ha iniziato ad evolversi. Sono stati risolti nel decreto 43 del 26/4/2013, alcuni problemi quali la proroga dello stato di emergenza fino alla fine del 2014 e la riapertura dei termini per accedere al prestito per gli adempimenti fiscali delle imprese danneggiate fino al 30 settembre 2013, ma altri problemi restano ancora aperti. Molti di essi sono già sul tavolo del presidente della Regione e commissario straordinario per la ricoastruzione, Vasco  Errani, che ne ha fatto oggetto di confronto anche con i parlamentari,  che dovranno presentare in aula gli emendamenti al decreto di proroga,  cercando di andare incontro alle necessità del territorio colpito.

Sospensione delle tasse - Centrali sono anche emendamenti che consentano lo slittamento dei termini per il pagamento dei tributi, contributi e premi assicurativi e l’estensione della copertura del prestito fiscale a tutto il 2013, nonchè l’inclusione fra i beneficiari, delle imprese con danni economici. Ciò consentirebbe alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli imprenditori agricoli di assolvere gli adempimenti fiscali e contributivi dell’anno 2013 con ricorso al prestito, senza sanzioni ed interessi, includendo anche i pagamenti relativi agli avvisi bonari e ai ravvedimenti operosi in corso di pagamento.

Il messaggio di Napolitano - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,  in un messaggio ha rivolto il suo partecipe pensiero "a quanti hanno subito gravi lutti e ingenti danni personali e materiali. Tragedie come questa infliggono una ferita al Paese intero che si deve ritrovare unito nel dolore e nel ricordo". "In questa ricorrenza -prosegue Napolitano- desidero rinnovare il mio vivo apprezzamento per l’esempio di forza e di coesione offerto  dalle popolazioni nel reagire alla sciagura ed il mio ringraziamento i tanti cittadini che spontaneamente accorsero in aiuto prestando il   loro sostegno nei momenti più difficili con generosità e alto senso civico. Nella certezza che lo stesso spirito continuerà ad animare il  processo di ricostruzione -conclude Napolitano- esprimo alle comunità colpite la vicinanza mia e di tutti gli italiani".

 

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