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Il video di Servizio Pubblico

Le immagini di Provenzano in carcere:
"Mi hanno preso a legnate sui reni"

Il boss dei boss a colloquio con il figlio racconta il pestaggio. La procura di Palermo apre un'indagine

Bernardo Provenzano in un fotogramma del video di Servizio Pubblico

Bernardo Provenzano in un fotogramma del video di Servizio Pubblico

"Pigghiasti lignate?", chiede il figlio minore di Bernardo Provenzano a colloquio in carcere col padre. "Lignate, sì. Dietro i reni...", risponde l'ex padrino, in un video di cui Servizio Pubblico è venuto in possesso. Immagini di colui che appare ormai l'ombra del super boss dei corleonesi, registrate dalle telecamere di sorveglianza del carcere di Parma, dove è detenuto in regime di 41 bis. Risalgono al dicembre 2012, sette mesi dopo il presunto tentato suicidio. Le prime rese pubbliche dopo la cattura in un casolare di Corleone nell'aprile del 2006, che riaprono interrogativi sulle voci di una sua volonta' di collaborazione e su quello che avvenne dopo, comprese le numerose cadute in cella, l'ultima delle quali l'ha ridotto in coma. La sua posizione, nell'ambito del processo 'Stato-mafia', che partirà il 27 maggio, è stata stralciata a causa delle sue condizioni compromesse. Restano i misteri.

Aperta un'indagine - ''E' guardando questi video registrati dal carcere di Parma - si legge in una nota di Servizio Pubblico - che la procura di Palermo ha aperto un'indagine per fare luce sui tanti misteri che ancora una volta avvolgono il super boss dei corleonesi. Bernardo Provenzano ha davvero tentato il suicidio nel maggio 2012? Davvero, come riferiscono più fonti, il boss sarebbe stato prossimo a un'eventuale collaborazione? E, infine, qual è la dinamica delle numerose cadute registrate in cella nel corso dell'ultimo anno, in particolare l'ultima che l'ha ridotto in coma?''. A una delle domande del figlio, Francesco Paolo, che gli chiedeva le ragioni di un cerotto in testa e se fosse caduto da solo, il boss risponde di sì. Le scorse settimane il legale della famiglia, l'avvocato Rosalba Di Gregorio, aveva chiesto la revoca del carcere duro, la sospensione dell'esecuzione della pena per motivi di salute, ma l'istanza è stata respinta.

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Commenti all'articolo

  • francoruggieri

    21 Maggio 2013 - 19:07

    Beh, in confronto con quello che lui, sì: proprio lui, ha fatto fare a tante persone, è il minimo. Chi la fa l'aspetti. Purtroppo la nostra costituzione ("la più bella del mondo") prevede il carcere solo come mezzo correttivo e non punitivo, altrimenti un bel rogo a questo ... non mi vengono le parole adatte ... non lo avrebbe levato nessuno.

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  • rintintin

    21 Maggio 2013 - 16:04

    Che serve tenere un'uomo di quella età al 41bis ?? c'è gente in giro peggio di lui , fatelo almeno morire in maniera dignitosa e umana altrimenti siete come loro. Lasciatelo in carcere ma umanamente e non sepolto vivo

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  • fausta73

    21 Maggio 2013 - 14:02

    non vuole il carcere duro.

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