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La sentenza

Massimo Carrera, condannato a 2 anni e mezzo per omicidio colposo

Il tecnico juventino aveva avuto un un incidente d'auto la notte di capodanno 2011 nel quale morirono due ragazze di 23 anni

Massimo Carrera, condannato a 2 anni e mezzo per omicidio colposo

Massimo Carrera

Massimo Carrera, ex giocatore dell'Atalanta e responsabile del settore tecnico Juventus (quest'anno anche allenatore in panchina per qualche mese al posto di Antonio Conte), è stato condannato dal Tribunale di Bergamo a 2 anni e 6 mesi con l'accusa di duplice omicidio colposo. L'accusa riguarda un incidente  d'auto accaduto la notte di Capodanno 2011 lungo l'autostrada A4, tra le località di Bergamo e Dalmine, nel quale morirono due ragazze 23enni. La sentenza è stata espressa questa mattina, 21 maggio, dopo che il calciatore aveva scelto il rito abbreviato. Il pm Monia Di Marco richiedeva, nei confronti dell'allenatore, una pena di 3 anni e 4 mesi.

Capodanno - L'incidente è avvenuto alle 3.30 della notte di Capodanno 2011 quando le due ragazze, a bordo di una Ford Ka, viaggiavano sull'autostrada A4 insieme ad una terza amica, unica sopravvissuta. La loro auto viene tamponata da una Fiat Punto guidata da Paolo Braggino, 41 anni, (condannato a 2 anni e 4 mesi) risultato poi in stato di ebbrezza. La Punto si ribalta e la Ka si ferma, a fari spenti, lungo la carreggiata quando una terza auto, una Mercedes MI guidata da Paolo Bertacchini (rinviato a giudizio), colpisce il mezzo con a bordo le tre ragazze. Dopo la carambola arriva la macchina guidata da Massimo Carrera, Mercedes Classe R, che - non accorgendosi in tempo dell'incidente - travolge l'utilitaria.

La condanna - In tribunale si sono sfidati a colpi di perizie per stabilire se, il tecnico, avrebbe potuto evitare l'impatto. Il pm e la difesa non hanno concordato sui termini tecnici dell'incidente e, alla fine, si è optato per il parere di un perito super partes che ha stabilito che la visibilità sarebbe stata sufficente a consentire a Carrera di frenare in tempo.

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Commenti all'articolo

  • segalag

    21 Maggio 2013 - 17:05

    Due pesi e due misure, come al solito in Italia. Agli stranieri drogati o ubriachi che investono, ammazzano e fuggono vengono applicate tutte le attenuanti e lasciati liberi anche di prendere il sole al mare, agli italiani in genere vengono applicate le pene.... Una domanda: Che i nostri solerti giudici abbiano paura di ritorsioni ???

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