Cerca

Altro che quote rosa

Le donne italiane non contano un tubo
Solo due nelle prime cento al mondo

Nella classifica di Forbes delle più potenti, compaiono solo la stilista Miuccia Prada e la ricercatrice Fabiola Gianotti (58esima e 78esima)

Le donne italiane non contano un tubo
Solo due nelle prime cento al mondo

Hai voglia a parlar di quote rosa, a introdurre la doppia scelta di genere alle elezioni. La verità è che le donne italiane non contano un tubo. E non è questione di misoginia. ma di classifiche numeri alla mano. Come quella che ha stilato la prestigiosa rivista economica americana Forbes. nella quale la prima donna tricolore è appena al 58esimo posto e risponde al nome di Miuccia Prada. Una stilista. Non risultano tra le prime cento donne nè alcuna politica italiana, nè alcuna manager. Però, e il segnale è incoraggiante, tra le first 100 ladies del mondo, c'è anche (al 78esimo posto) la ricercatrice del Cern Fabiola Gianotti (che l'anno scorso la rivista Time aveva collocato in quinta posizione nella graduatoria di Persona dell'anno 2012).

In testa a tutte, per il terzo anno consecutivo, c'è la cencelliera tedesca (alias "regina d'Europa") Angela Merkel alle cui spalle si piazza la "presidenta" brasiliana Dilma Rousseff. Sul gradino più basso del podio compare Melinda Gates, cofondatrice col marito Bill della Microsoft, davanti a Michelle Obama e Hillary Clinton. Al sesto posto la direttrice delle operazioni di Facebook, Sheryl Sandberg, che scavalca la direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, il segretario della Sicurezza interna Usa Janet Napolitano e il capo del partito al governo in India Sonia Gandhi, prima asiatica della lista. Al decimo posto troviamo il presidente della PepsiCo, Indra Nooyi. Il web rafforza la sua presenza tra le prime 20 posizioni con il presidente di Hewlett-Packard, Meg Whitman (15ma), le piu' alte cariche di Ibm Virginia Rometty (12ma) e di Xerox, Ursula Burns, (14esima).

La prima donna del mondo dello spettacolo in classifica e' la presentatrice americana Oprah Winfrey, tredicesima davanti a Beyoncè (17esima), Angelina Jolie (37esima) e a Lady Gaga, la piu' giovane del gruppo con i suoi 27 anni, attestata 45esimo posto. La decana delle donne più potenti e' invece la regina Elisabetta d'Inghilterra, 87 anni, in 40esima posizione. La moda è presente con tre donne: oltre all'italiana Prada, con la direttrice di "Vogue" Usa, Anna Wintour (41esima) e Diane Von Fustenberg (74esima). La scalata piu' evidente e' quella della "presidenta" della Corea del Sud Park Geun-Hye, all'11mo posto, mentre la First Lady cinese Peng Liyuan deve accontentarsi della 51esima posizione. La prima africana è Joyce Banda, presidente del Malawi, 47esima. Undici posizioni più avanti della prima italiana.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • claudionebridio

    23 Maggio 2013 - 17:05

    Le donne italiane hanno dimostrato che non vogliono entrare in politica e che, volendo, farebbero volentieri a meno di andare a lavorare per accudire figli e famiglia. QUESTI SONO DATI DI FATTO, OGGETTIVI. Invece ci si ostina a non rispettare questa loro volontà per imporre modelli ideologici modernisti, utili a chi vuole raddoppiare la forza lavoro per alimentare la società del consumismo (fregandosene dei bambini, da non far nascere con le ideologie neomalthusiane antinataliste imposte dall'Europa). Utili anche a chi vuol sottrarre i bambini all'influenza familiare per sessualizzarli già nelle scuole (e quello che sta avvenendo nelle Nazioni considerate "civilissime" dell'Occidente è da far rizzare i capelli). Date uno stipendio alle casalinghe piuttosto che diffondere modelli grotteschi di donna in divisa da marines o da poliziotta ammazzasette e vedrete che lo Stato andrà una volta tanto nella direzione chiesta dalla società e dalle donne alla faccia dei raggiri "progressisti".

    Report

    Rispondi

  • claudionebridio

    23 Maggio 2013 - 10:10

    Sono un gradino sopra le cosiddette "emancipate" degli Stati "civilissimi" d'oltralpe perchè non si sono fatte abbindolare come quelle dagli slogan femministi del tipo "la maternità è un handicap imposto dalla natura alle donne che così non possono fare carriera" (cosa che sta portando l'Occidente laicista a rischio estinzione per sottonatalità); non hanno abboccato alla propaganda laicista protratta per decenni (coi soldi dei cittadini ma senza interpellarli) per diffondere le "quote (raccomandazioni) rosa" preferendo, quando possibile, stare con famiglia, marito e figli, cosa che sta sottraendo la scuola statale a quello che l'Europa laicista e massonica aveva programmato: sostiture la famiglia nell'insegnamento, così da indottrinare i bambini da piccoli coi programmi statali laicisti (veder cosa sta preparando, di nascosto, la nuova ministra alle pari opportunità G. Idem, dopo avere accolto in toto la direttiva europea per la sessualizzazione dei bambini già a scuola).

    Report

    Rispondi

  • frank-rm

    23 Maggio 2013 - 07:07

    Ma la Santanchè non ce la invidia proprio nessuno??

    Report

    Rispondi

  • Romano_1939

    23 Maggio 2013 - 01:01

    Se così fossero Le cose, allora la professoressa di Caserta con quale titolo ha potuto trattare quel povero studente che penso sia stato molto educato nei confronti della stessa docente , docente dicono molto autoritaria ma, ciò non giustica che a causa del suo subdolo modo di trattare i suoi allievi come soldatini addirittura imponendo loro in presenza dei suoi compagni e compagne di spogliarsi Bene che i suoi genitori la querelino richiedendo un forte Risarcimento danni morali che visto l, età critica del ragazzo potrà avere dei disturbi duraturi portando al non ragionamento dal futuro gioco della vIta

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog