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La risposta allo sgombero

Il collettivo Zam sfida Pisapia
e occupa una scuola comunale

Dopo la guerriglia di mercoledì è arrivata la risposta gli attivisti del centro sociale: si sono presi un edificio abbandonato al Ticinese

Il collettivo Zam sfida Pisapia
e occupa una scuola comunale

«Ci si rivede sabato...», avevano detto i ragazzi dello Zam dopo gli scontri davanti a Palazzo Marino. Ma mentivano, perché ieri pomeriggio sono scesi di nuovo in strada e hanno occupato una ex scuola in via Santa Croce 21, «una struttura abbandonata dal 2006 di proprietà comunale», hanno dichiarato gli antagonisti, che poi hanno precisato che «sull’area non sembrano essere previsti progetti». L’azione, che comunque era nell’aria, ha spiazzato un po' tutti. Si pensava infatti che aspettassero la manifestazione prevista per oggi alle 15.30, quando partiranno da piazza Cavour al grido di “reclaim the space” (reclama lo spazio), urlo di battaglia che avrebbe dovuto annunciare una nuova occupazione. Il benservito dallo stabile di via Olgiati – difeso con una barriera di masserizie incendiate – non era piaciuto per nulla ai contestatori, che in due giorni hanno già trovato un nuovo tetto sul quale salire per esporre la bandiera. 

Intanto, continua l’attacco sempre più duro alla giunta Pisapia e alla trasformazione dell’amico Giuliano nel traditore del Palazzo. Sulla pagina Facebook dello Zam c’è un lungo commento di presentazione alla manifestazione: «Negli ultimi anni è lentamente calata una patina arancione (tendente sempre più al grigio) che vorrebbe silenziare, sopire e rimuovere ogni contraddizione trasformando esperienze creative, vitali e conflittuali in silenzi accomodanti. Ci avevano promesso una inversione di rotta, invece niente è cambiato: i parchi sono ancora recintati e video-sorvegliati, le case ancora sfitte e chi ne ha bisogno sfrattato o in eterna attesa di un alloggio, gli sgomberi degli spazi sociali si susseguono costantemente, i precari godono di ancor meno diritti, il cemento avanza ovunque mangiandosi verde e spazi comuni…». Parole che mai avrebbero pensato di rivolgere contro il sindaco del rinnovamento, lo stesso che mercoledì mattina li ha cacciati dallo spazio che avevano occupato ben due anni fa, e che invece di scendere in piazza della Scala per ascoltare le loro ragioni ha chiesto alla polizia di impedir loro l’accesso a tutti i costi. Anche facendo ricorso alle manganellate se necessario.

Per questo l’atmosfera è elettrica. C'è il timore che tutte le botte ricevute nei giorni scorsi possano essere essere restituite oggi pomeriggio con gli interessi. Solo ipotesi, per ora, come lo era l’occupazione. La voce era girata anche ieri, durante i tre presidi organizzati alle 18.30 in Piazzale Cadorna, Porta Genova, e Porta Romana. Ufficialmente servivano per fare volantinaggio sulla vicenda dello Zam, ufficiosamente per raccogliere gente da portare in strada e poi nel nuovo spazio. E così è stato.  Un corteo improvvisato è partito dal piazzale di Porta Genova e ha attraversato le strade del centro fino ad arrivare alla nuova casa che, per pura casualità, è di proprietà del comune. Riccardo De Corato era sicuro che sarebbe andata a finire così. Aveva detto che «gli appuntamenti mirano soltanto a rioccupare un altro stabile magari comunale, così saranno sicuri che nessuno oserà sgomberarli. Tutto ciò nonostante i “guerriglieri da salotto” abbiano tentato di sfondare il cordone di uomini delle forze dell’ordine». Sappiamo come è andata a finire. Lo stabile secondo il Comune è pericolante. Era stato assegnato all’Accademia della Scala. La giunta: abbandonate l’edificio». 

di Salvatore Garzillo

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Commenti all'articolo

  • clementefior

    13 Giugno 2013 - 18:06

    Certo che anche voi giornlisti siete l' emblema dalla ipocrisia e della vigliaccheria. "Attiviti" li chiamate. Non sono "attivisti". Sono ladri e deliquenti! Comodo adesso chiamare "attivista" chiunque fa il bandito. Perchè non chiamate "attivista" anche i Toto Riina? E poi cos' è questa storia di definire l' edificio come "abbandonato". Non è "abbandonato", è un edificio del Comune, cioè di tutti noi!!! Ma voi lo chiamate "abbandonato", Come dire "se è abbandonato, allora i poveri ragazzi che male fanno...". Sembra proprio che volete dare ragione a loro. Ma nelle redazioni dei giornali di centro destra ci entrano anche li i kompagni? Sembra di si. Mandiamoli a casa! La casta dei giornalisti di sinistra ci ha rotto.

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  • sparviero

    25 Maggio 2013 - 16:04

    se semini vento, raccogli tempesta. Povera Milano, come sei caduta in basso.

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