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All'Angelus

Papa Francesco come Wojtyla
Anatema contro i mafiosi: convertitevi

Il Pontefice affacciato a Piazza San Pietro ha ricordato Don Puglisi. Nessuna parola per Don Gallo

Papa Francesco durante l'Angelus

Papa Francesco durante l'Angelus

Era il 9 maggio 1993, quando Papa Giovanni Paolo II si rivolgeva ai mafiosi chiedendo di convertirsi. A distanza di 20 anni, Papa Francesco ha fatto lo stesso appello. L'occasione è stata il ricordo di don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia ma "vincitore sulla malavita", come ha detto papa Francesco al termine dell'Angelus. Venti anni fa, papa Wojtyla tuonava contro la mafia nella valle dei Templi, ad Agrigento, dopo essere rimasto profondamente turbato dall'incontro privato con Rosalia Corbo e Vincenzo Livatino, gli anziani genitori del giudice Rosario Livatino, il giudice 'ragazzino' ucciso dalla Stidda il 21 settembre 1990. Così il turbamento di Wojtyla di lì a poco si sarebbe trasformato nell'anatema contro la mafia. Giovanni Paolo II, venti anni fa, nella Valle dei Templi, scandì: "Che sia concordia! Dio ha detto una volta: non uccidere! Non può l'uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione… mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio!"."Questo popolo, popolo siciliano, talmente attaccato alla vita, popolo che ama la vita, che dà la vita, non può vivere sempre sotto la pressione di una civilta contraria, civiltà della morte! Nel nome di questo Cristo crocifisso e risorto, di questo Cristo che è vita, via, verità e vita. Lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta, un giorno, verrà il giudizio di Dio!".
"Penso - ha detto Papa Francesco all'Angelus, parlando a 100 mila fedeli - a tanti dolori di uomi e donne, anche bambini sfruttati per tante mafie, che li sfruttano facandoli schiavi, penso al lavoro schiavo, alla prostituzione, a tante pressioni sociali: dietro questo ci sono tante mafie". Bergoglio ha pronunciato queste parole proprio ricordando don Puiglisi. "E' stato - ha affermato - un sacerdote esemplare, dedito specialmente alla pastorale giovanile. Educando i ragazzi secondo il Vangelo vissuto li sottraeva alla malavita e così questa ha cercato di sconfiggerlo uccidendolo. In realtà però è lui che ha vinto con Cristo risorto". Nessuna parola è stata pronunciata dal Pontefice per Don Gallo.

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Commenti all'articolo

  • brunom

    26 Maggio 2013 - 17:05

    prova il fallimento della magistratura nella lotta alla mafia, con inquirenti come Ingroia e Caselli non si puo' sperare di piu'. Dicono che la mafia sia infiltrata nella politica, nell'economia, per quanto mi sembra la mafia e' infiltrata anche nella magistratura, solo che parlare dell'operato della magistratura e' proibito.

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