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Inutili

Unioni civili, tutti i numeri del flop: solo 2000 le coppie registrate

A Milano sono 650, nella rossa Bologna solo 4, nella Firenze di Renzi 97. E ancora: 20 a Napoli e 729 a Bari, mentre a Gubbio in 10 anni si è iscritta una sola coppia

Giuliano Pisapia

Le tanto strombazzate unioni civili si stano rivelando un flop. Il numero delle coppie che si sono registrate negli appositi registri comunali, laddove vigenti, sono impietosi, dal nord al sud del paese, con buona pace della sinistra laica e progressista alla Giuliano Pisapia o alla Nichi vendola, che da anni si battono per estendere quelle che sino ad ora sono solo delle leggi comunali a tutto il territorio nazionale. 

La farsa delle unioni civili - Come rivela la stessa Repubblica, braccio mediatico della campagna pro-riconoscimento delle coppie gay, la tanto sperata corsa all'iscrizione ai registri delle unioni civili non c'è stata. Anzi. In totale, nei 137 comuni che le riconoscono, le coppie che si sono registrate nel librone delle unioni civili sono meno di duemila. Ma vediamo nel dettaglio. Nella Napoli di Luigi De Magistris, sono solo 20 le coppie iscritte al registro. Al nord la musica non cambia: a Torino, città guidata dal Dem Piero Fassino, le coppie regolarmente registrate sono solo 165, mentre a Milano solo 650, nonostante Giuliano Pisapia durante la campagna elettorale abbia presentato il tema dei diritti alle coppie omo, per non dire del riconoscimento della cittadinanza agli immigrati, come la priorità assoluta dei milanesi. Evidentemente così non è: suo malgrado, per chi vive sotto la Madonnina le vere urgenze sono quelle relative alla sicurezza e all'abbassamento delle tasse, ad esempio, ma tant'è. 

I numeri del flop - Continuando a passare in rassegna le altre città, nelle tradizionali zone rosse, ovvero le roccaforti sotriche della sinistra, lo spartito è sempre quello: 56 coppie registrate a Pisa, 97 nella Firenze di Renzi e, udite udite, solo 4 nella città che più rossa non si può, ossia Bologna. Ci sono infine  due casi limite, Gubbio e Bari. Nella prima, il registro è stato chiuso dopo 10 anni e una sola coppia registrata nel librone comunale. Ma nemmeno a Bari mancano le pagine bianche: solo 729 su oltre 313mila residenti. Per la città guidata da Michele Emiliano, con la sovraintendenza di Nichi Vendola in Regione, si tratta del record nazionale. Ma preso in assoluto, il dato dimostra, ancora una volta, come il tema sia proprio in cima alle necessità dei baresi e dei pugliesi, visto che interessa meno del 3% dei residenti, e questo nonostante il martellamento mediatico a cui siamo sottoposti, volto a propinarci come priorità un tema che, con ogni evidenza, evidentemente non lo è.

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Commenti all'articolo

  • futuro libero

    02 Giugno 2013 - 12:12

    non è necessario sbandierarlo al vento,omo o etero il matrimonio non è obbligo per dichiarare l'amore vero.Credo che siano i politici a creare il problema,loro sì hanno bisogno di notorietà e di voti per avere più soldi.Sono d'accordo per alcuni diritti ma questi non sono esclusivamente per gay ma anche per i normali conviventi etero.Oggi poi che il matrimonio dura pochi anni per quale motivo sposarsi?

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  • mariano1963

    01 Giugno 2013 - 21:09

    Unioni gay, proposta di legge per condannare anche chi solo ne parla. VERGOGNATEVI!

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  • ludvig53

    01 Giugno 2013 - 19:07

    ......e partorirai con dolore

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  • 19gig50

    01 Giugno 2013 - 18:06

    Tutto questo clamore e poi gli stessi gay e le lesbiche non ci credono e non gliene frega niente. Tutto chiasso dai politici e da quei quattro phrocioni che non hanno altro per la testa.

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