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Fuori le carte

Idem e la palestra: pagamenti, gestore e permessi, tutte le ombre

La Jajo è in affitto a una società dilettantistica, ma contratto e responsabile non si trovano. In compenso, risulta che la scuola di kayak del marito allenatore di Josefa ha sede proprio lì...

Josefa Idem

Josefa Idem

"La macchina umana è l’unica macchina che migliora la sua funzione attraverso il movimento...", recita il sito - intasato di foto dell’illustre testimonial Josefa Idem - della palestra JaJoGym "via Carraia Bezzi, 104 - 48020 Santerno (Ravenna)". Di movimento, in effetti, da queste parti, ce n’è fin troppo.

Ispettori comunali, politici nazionali, giornalisti, bersaniani spezzati, curiosi, atleti con o senza canoa: tutti girellano qua attorno per svelare il mistero della palestra-abitazione-ex prima casa che rischia ora di far dimettere la ministra delle Pari Opportunità. Ma di misteri la palestra Jajo Gym ne evoca più d’un giallo di Agatha Christie. Per dire. Se la palestra, secondo i documenti comunali, risulta totalmente "abitazione", perché è stata affittata ad una Ads, associazione sportiva dilettantistica, come palestra ? (E palestra, di fatto, lo è: una parte dei 11,5 vani è occupata da macchinari, pesi, bilancieri e tapis roulant da dietro i quali sbuca perfino l’ex sindaco di Ravenna Virmer Mercatali, già potente parlamentare Pd...). E nel contratto d’affitto stipulato tra il proprietario Idem e la Ads, come fa ad essere specificata la "parte palestra", se per il Comune non risulta alcuna S.C.I.A, e quindi nessun cambio d’uso rispetto a quello originale abitativo? Nel contratto d’affitto è stato stato dichiarato il falso? Soprattutto, esiste un contratto d’affitto? 

A proposito di affittuario e proprietario. Per il Comune il primo -anche gestore- è l’Ads "Sicul Motori e Sport" di Maurizio Patanè, il quale a Repubblica nega però d’essere gestore "ma un semplice collaboratore del marito di Idem". Ma il marito di Idem, Guerrini, risulta invece presidente dell’Associazione Sportiva dilettantistica dell’"Canoa Kayak Standiana" che ha ospitato per anni Josefa Idem come unica atleta e che da poco propone - a tutti - attività di "preparazione triatleti, motricità per bambini di  materna e primo ciclo elementari, rimessa in moto adulti". Almeno a detta del volantino pubblicitario della "Kayak". La quale, indovinate dove dovrebbe aver sede? Via Carraia Bezzi 104. Ça va sans dire. Sicchè il mistero s’infittisce. Quanti ads affollano quella palestra? Che - si diceva - non è un palestra. Però. Se non è una palestra perché nella pubblicazione ufficiale Sport per tutti a cura dell’assessorato del comune di Ravenna, nell'elenco degli impianti sportivi risulta la palestra di Carraia Bezzi, (che non è palestra)? E il bello è che risulta pure negli anni in cui Josefa era assessore allo sport: un ipnotico e cortocircuitante conflitto d’interesse. Eppoi: perché è scomparsa la sua pagina Facebook e non il sito? Due gestori diversi, anche lì?

E ancora: come ci si iscrive ad una non-palestra? "Basta un certificato medico", spiega un istruttore Jajo Gym, adescato da un finto cliente in realtà cronista di Ravenna e dintorni. Prosegue l’adescato: "Abbiamo sala attrezzi e pesi. E' aperta a tutti, non occorre essere iscritti a qualche società sportiva (non occorre? Per le Ads è indispensabile, ndr). Ci sono istruttori che preparano schede e poi seguono le persone negli allenamenti". Per il periodo estivo è disponibile la promozione: "Invece di 60 euro al mese c’è lo sconto a 45: il prezzo di solito fatto a chi compra un abbonamento stagionale". A settembre cambia la tariffa, non si sa su quale base.

 Ora la Jajo è chiusa per accertamenti. Ma non basta la Finanza per definire la posizione contributiva e retributiva dei dipendenti e/o collaboratori. Occorre almeno Hercule Poirot. Ieri a Santerno, all’affollato consiglio comunale, tirava un’aria che non ti dico. Josefa un giorno disse: "Vorrei andarmene da ’sto paese". Basterebbe dal governo...

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • pasquino del3mi

    23 Giugno 2013 - 19:07

    io per avere iniziato un lavoro nel mio giardino, e pago tutte le merdose tasse, inventate dalle caste, di cui non ho più parole per descriverli.in due anni, processato in due anni, con tre mesi di carcere ed 8000 eu di multa.Pero aspetto un divorzio da 5 anni,un processo ad un avvocato moroso da sei anni, ancora aspetto i soldi.Ma quando gli italiani faranno come i francesi,o i rumeni,o i brasiliani, ma che aspettate, che scenda il patreterno

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  • Beauty

    21 Giugno 2013 - 14:02

    sa che pagare 1.200 euro per 5 immobili non è possibile. Ergo, il ministro in questione o è stupida o è disonesta. In entrambi i casi non dovrebbe fare il ministro (soprattutto della sinistra, così pura).

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