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Stangata estiva

Governo, rincari sulla benzina per coprire il Decreto del Fare

L'indiscrezione: 75 milioni verranno ricavati dal "mini-aumento" alle pompe. Robin Tax in vista per le piccole imprese energetiche

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Enrico Letta

Enrico Letta

Come ogni estate, più puntuale del solleone, arriva la mazzata sulla benzina. Rincari in vista alle pompe, e la beffa è che serviranno a coprire il "decreto del Fare" annunciato in... pompa magna dal governo Letta (con tanto di benedizione del Fondo monetario internazionale". Secondo il Sole 24 Ore, per coprire finanziariamente il decreto legge arriverà un mini aumento dell'aliquota dell'accisa su benzina e gasolio da carburante: non è ancora dato sapere l'entità dell'aumento, ma servirà a raggranellare 75 milioni di euro, quasi il 10% del costo totale del decreto. Altri soldi entreranno nelle casse dello Stato il taglio ai fondi per l'adeguamento al piano frequenze delle emittenti tv (19 milioni nel 2013 e 7,4 milioni per il 2014) e all'otto per mille (10 milioni nel 2014). Dei complessivi 607 milioni che serviranno tra 2013 e 2022, il governo punta a trovarne la maggior parte con una nuova Robin Tax estesa anche alle imprese energetiche minori (quelle cioè con ricavi superiori a 3 milioni e reddito imponibile superiore a 300mila euro), che solo nel 2013 dovrebbe garantire 150 milioni e 75 dal 2016.

La metà se ne va in accise - Evidentemente, il premier Letta ha imparato molto bene la tattica già sfoggiata un anno fa dal suo predecessore Mario Monti. Nel dubbio (di non trovare soldi), aumentare le accise. Tecnica per la verità sempre molto cara ai governi di ogni foggia e colore. Lo dimostra un semplice fatto. Al di là della ridicola e ormai ben nota composizione delle accise (paghiamo, per dire, ancora quella della guerra d'Etiopia di fascistissima memoria) è un dato di fatto che, ad oggi, oltre il 50% del prezzo di benzina e diesel è costitutito da "addizionali". Secondo QuotidianoEnergia, il prezzo attuale della benzina modalità servito è di 1,812 euro, mentre il diesel è a quota 1,715 euro. Bene, al prezzo industriale intorno agli 0,8 euro bisogna aggiungere l'Iva al 20% e le accise, appunto, intorno agli 0,8 euro. Per un totale di imposte che supera 1 euro tondo. Più della metà, dunque, se ne va in tasse. Eppure c'è sempre spazio per qualche gabella.

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Commenti all'articolo

  • lillo44

    22 Giugno 2013 - 09:09

    Nulla è cambiato e nulla cambierà con i dilettanti politici allo sbaraglio e sudditi dell'Europa!!!!! Non ho votato Grillo ma la prossima volta gli darò il mio voto in quanto sono anche convinto che si riprenderà tutto con gli interessi!!!!!

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  • lucasay

    22 Giugno 2013 - 08:08

    Avete rotto i c......i, sembrava che con questo governo di larghe intese qualcosina sarebbe cambiato, invece no anzi mi sa che andiamo in peggio, il decreto del fare (e disfare)siamo in mano ad una banda di coglioni e ladri.

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  • Devogu

    21 Giugno 2013 - 20:08

    C'è stato il provvedimento salvaitalia, adesso il provvedimento del fare. Ma quante belle parole. I gonzi sono pronti a bere anche da una cloaca. O no?

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