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La casa costa...

Imu, che stangata per Silvio:
paga 235mila euro più di prima

La cifra del rincaro salta fuori dal bilancio di Idra Immobiliare

Villa Certosa

Villa Certosa

L’Imu è stata una vera mazzata anche per le tasche di Silvio Berlusconi: la tassa di Mario Monti è costata al Cavaliere un rincaro di 235.731 euro nel 2012 che pesa praticamente tutto sulle tre residenze più celebri: villa Certosa in Sardegna, villa San Marino ad Arcore e villa Belvedere a Macherio. La cifra esatta salta fuori ora dal bilancio 2012 della Idra immobiliare, la società controllata da Berlusconi attraverso la Dolcedrago proprio per amministrare il patrimonio immobiliare personale. La tassa sulle case ammontava nel 2011 a 112.104 euro e dopo la cura Monti è schizzata a 347.835 euro, senza speranza di scendere nel 2013, perchè la tipologia di quelle ville è già stata esclusa nel decreto di Enrico Letta perfino dal rinvio del pagamento della prima rata Imu. Anche i tributi locali pagati dalla Idra (tassa sui rifiuti, etc...) sono raddoppiati l’anno scorso, passando da 23.973 a 56.125 euro senza per altro grandi modifiche al patrimonio immobiliare di Berlusconi. 

Nella relazione che accompagna il bilancio l’amministratore della Idra, il celebre ragioniere Giuseppe Spinelli, scrive infatti che «nell’esercizio in esame non sono state effettuate compravendite di immobili. Gli incrementi (solo nei fabbricati civili) sono concentrati quasi esclusivamente in Sardegna e rappresentano la realizzazione di due diverse costruzioni, una pertinenziale a Villa Certosa valorizzata in circa 2.800.000 euro e una villa denominata Villa del Lago ricostruita completamente (e costata circa 7.600.000 euro) su un edificio acquisito a seguito di fusione per incorporazione di una società nell’anno 2009».

Il patrimonio è rimasto lo stesso, anche se ristrutturato ampiamente a costi notevoli. Si sa che per le sue case Berlusconi non bada mai a spese. Tanto da avere tirato fuori l’anno scorso 101.709 curo per «impianti di allarme e sicurezza e impianti di telecomunicazione».

Notevole anche la spesa per elettrodomestici (40.000 euro), apparecchiature multimediali (30.000 euro) e attrezzature agricole (5.000 euro). Avendo ristrutturato le nuove case in Sardegna è schizzata verso l’alto anche la spesa per nuovi mobili e arredi: 1.313.339 euro. Ad Arcore è proseguito «un piano di lottizzazione su terreni di proprietà (1.194.286 euro)». Di fronte a tante spese almeno è stato recuperato qualcosa sfrondando un po’ il parco auto delle ville. Nel bilancio sono annotate le «cessioni di due autoveicoli e di un motociclo, oltre alla rottamazione di un’autovettura, per un totale di euro 111.262, peraltro riferite a veicoli già completamente ammortizzati». 

È costato invece 336.219 euro «l’adeguamento delle cabine elettriche in Sardegna» e altri 10.400 euro la «fornitura di un nuovo ascensore a Macherio», nella villa un tempo abitata da Veronica Lario.

di Fosca Bincher

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    27 Giugno 2013 - 12:12

    ha, però delle attività in Italia e ci paga le tasse; esattamente come l'altro (nomi non se ne fanno) che ha delle aziende in Italia ma tante case ad Antigua; e dove le pagherà quelle tasse? In più, l'altro, è stato condannato com evasore, mentre lo svizzero no. Hai visto, allora chi è che ruba i soldi allo Stato Italiano?

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  • scorpione2

    26 Giugno 2013 - 21:09

    avete capito del perche' i politici vogliono eliminare l'imu?,altro che la povera gente,con questo cavallo di batteglia,chi ci quaadagna a non pagare l'imu?,perche'nessun politico non ha messo dei paletti sull'imu? e cioe' chi guadqgna fino a 60.000 euri lordi l'anno non paga l'imu.

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  • firmatodiaz

    26 Giugno 2013 - 18:06

    Occhio che la riforma sulla tassazione silla casa e' andata, nonostante le apparenze, tutta in favore dei grandi patrimoni immobiliari: l'aumento dell'ici e' stato ampiamente compensato dalla cedolare secca (irpef al 21 per cento per qualsiasi aliquota di reddito, quindi invariata per i piu' poveri ma dimezzatata dal 43 al 21 per i piu' ricchi) e dall'abolizione della rendita catastale: le case "a disposizione" cioe' che non danno reddito da affitto, non pagano piu' la rendita fondiaria, e anche in questo caso chi e' povero e ha aliquota minima recupera la meta' di chi e' abbastanza ricco da avere aliquota massima del 43 per cento, cosi' da compensare pienamente l'aumento dell'IMU. Inoltre per le banche e le assicurazioni l'aumento degli estimi catastali e' del 120 per cento invece che del 160 per i comuni mortali, sia ricchi che poveracci. Hanno fatto una riforma da sporcaccioni, sarebbe opportuno che faceste una bella inchiesta sul'argomento.

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  • libere

    26 Giugno 2013 - 17:05

    Almeno il Berlusca, tra tasse e spese per il mantenimento del suo patrimonio immobiliare, fa girare l'economia italiana. E non come quel porco miliardario eroe della sinistra moralista-pezzente, che coi suoi capitali rubati foraggia il Fisco e l'economia svizzera... (nomi non se ne fanno perchè il porco ha amici potenti tra i suoi consimili magistrati)

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