Cerca

Mala giustizia

"Sentenze in cambio di soldi",
arrestate sette persone,
tra loro un giudice del Tar

L'accusa della procura di Roma è di corruzione in atti giudiziari. Bastava un incontro con la toga e pagare 50mila euro per avere la giustizia dalla propria parte

"Sentenze in cambio di soldi",
arrestate sette persone,
tra loro un giudice del Tar

Dalla toga alle manette. I carabinieri del Noe hanno arrestato questa mattina sette persone, su richiesta della Procura di Roma, con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. In manette, fra gli altri, il giudice del Tar del Lazio, Franco Angelo Maria De Bernardi, l'ex presidente della Banca Popolare di Spoleto, Giovannino Antonini, l'avvocato Matilde De Paola e l'uomo d'affari Giorgio Cerruti. Il gip, su richiesta del pm Stefano Pesci ha firmato nel dettaglio 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 4 ai domiciliari. Nell'inchiesta risultano indagati anche due alti ufficiali della Marina Militare. La procura di Roma punta il dito contro il giudice De Bernardi. Secondo il pm, Antonio Pignatone, la toga del Tar era a capo di un sistema collaudato.

Tariffario per le sentenze - Bastava fiissare un incontro nel suo ufficio o nello studio legale ed era possibile avere qualche chance in più di vincere un ricorso amministrativo, battendo gli avversari dentro il segreto della camera di consiglio. Secondo la procura al Tar c'era un vero e proprio tariffario con prezzi che variavano a seconda del cliente: cinquantamila euro per una banca che aveva in ballo affari da milioni di euro, diecimila per un ammiraglio, alle prese con un ricorso personale. Secondo gli inquirenti il giudice De Bernardi, mostrava una particolare attenzione per i suoi "clienti". La toga, sempre secondo l'accusa, era in grado di soppesare economicamente chi bussava alla sua porta e di adattare alle "disponibilità" le sue richieste economiche.

Il precedente
- De Benardi non è nuovo a casi del genere. Già lo scorso maggio era finito nel bel mezzo di un'inchiesta della guardia di finanza su una centrale di riciclaggio per il denaro sporco a Palermo. Il magistrato era accusato di aver gestito lo scambio di enormi quantità di denaro direttamente dal suo ufficio al Tar del Lazio. L'organizzazione puntava a ripulire, secondo l'accusa, decine di milioni di dollari bloccati da anni perchè provenienti da maxi tangenti della prima Repubblica. (I.S)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • alejob

    25 Luglio 2013 - 12:12

    A Ravenna un Giudice, NON ha detto a mia figlia, cerca di accomodarti con tuo PADRE. MA HA SEMPLICEMENTE INSISTITO : DEVI ANDARE AVANTI, CI SONO CAPITALI. Questi sono gli ANIMALI, che si annidano nei TRIBUNALI e lavorano solo per SOLDI.

    Report

    Rispondi

  • colombinitullo

    23 Luglio 2013 - 13:01

    come mai i magistrati si danno sempre ragione:non è che l'uno sia a conoscenza dei fatti dell'altro? domanda legittima?

    Report

    Rispondi

  • fonty

    fonty

    23 Luglio 2013 - 12:12

    Se applicassimo la regola del giudice del Tar, chissà quanto dovrebbe aver sborsato DB nella causa del maxi risarcimento Mondadori/Berlusca.

    Report

    Rispondi

  • gianko

    23 Luglio 2013 - 10:10

    ormai sono sicuro (i casi sono 2 TERTIUM NON DATUR o IDIOTI O CORROTTI) mia esperienza: causa civile x mala sanità iniziata nel 2004 - il CTU mi da ragione, ma in I° grado vinco malamente (cioè il *lurido* salta a piè pari la richiesta di *lucro cessante* ampiamente documentata, e mi riconosce un'elemosina con la quale coprivo +/- le spese legali - II° grado, ancora peggio, viene respinto l'appello e devo pure rimborsare la clinica, per le spese del processo..i FETENTI HANNO FATTO LORO LE ARGOMENTAZIONI ASSURDE dei miei avversari.. ora se trovo un avvocato cassazionista che accetta il patto di QUOTA LITE (cioè il sistema in uso in vari paesi, ora permesso anche in Italia) cioè di ottenere una robusta percentuale (30/33%) sulla somma risarcita (in caso di vittoria ovviamente, con le spese a carico del perdente, inizio la causa di IIIa istanza, se no *PUR AVENDO RAGIONE*, visti ‘sti maiali di magistrati, non voglio correre il rischio di perdere altro denaro

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog