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Guerra all'ultimo scatto

Caso Di Cataldo, Anna Laura era a una festa il giorno dell'aggressione

L'ex compagna a un party sorridente: il volto non è tumefatto. L'immagine può segnare una svolta. Lui: "Non ho fatto nulla di tutto ciò di cui vengo accusato"

Anna Laura Millacci e Massimo Di Cataldo

Anna Laura Millacci e Massimo Di Cataldo

Continua la guerra a colpi di foto tra Massimo Di Cataldo e la sua ex Anna Laura Millacci, che due settimane fa lo aveva denunciato pubblicamente tramite Facebook, parlando delle presunte violenze del cantante che la avrebbero fatta abortire. Anna Laura inoltre aveva postato sul social scatti che mostravano il suo viso insanguinato e il feto di cui parlava. Di Cataldo, tuttavia, ha sempre smentito tutto davanti agli inquirenti, anche se negli ultimi giorni la sua posizione si era aggravata dopo la testimonianza della colf, che aveva detto di aver visto il cantante picchiare la compagna.

Spunta una nuova foto - La magistratura ha aperto un'inchiesta per violenza e procurato aborto. Ora, a complicare il quadro, lo scatto pubblicato dal settimanale Oggi, che potrebbe cambiare le carte in tavola. La foto mostra la Millaci in posa sorridente insieme ad alcuni amici a una festa, una festa che si è tenuta la stessa sera in cui lei sostiene di aver subito le violenze, il 18 giugno scorso. Il viso della ragazza non è martoriato. Di Cataldo, per ora, non rilascia dichiarazioni ufficiali, ma su Facebook scrive: "Io non ho fatto nulla di ciò per cui vengo accusato, credetemi. Ho amato questa donna per tanti anni, al punto anche di annullarmi per lei. Oggi non la riconosco più".

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Commenti all'articolo

  • brutus

    31 Luglio 2013 - 17:05

    Dopo la festa, probabilmente era fatta come come un termosifone e ha chiesto a un amico di truccarla come uno zombie. Poi, non ha più avuto il coraggio di ritornare a casa. Solo trè persone l'hanno creduta: Lucarelli, Mughini e uno sconosciuto commentatore. È tutto dire!

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  • fausta73

    31 Luglio 2013 - 10:10

    Può essere successo dopo. Comunque se il fatto è stato inventato dall'una per vendetta o dai due per pubblicità, chi ha sbagliato deve pagare: non si possono impegnare le forze dell'ordine inutilmente.

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