Cerca

La difesa

Mediaset, Ghedini: "Non c'è la prova del reato"

Niccolò Ghedini

Niccolò Ghedini

In Cassazione è la giornata della difesa. Il processo Mediaset, Silvio Berlusconi, il futuro del Cav. E del governo. In aula hanno preso la parola gli avvocati difensori degli imputati. Il primo a parlare è stato Luca Mucci, il legale di Daniele Lorenzano. Gli ultimi i difensori dell'ex premier, condannato in primo e secondo grado a quattro anni di reclusione per frode fiscale e a cinque di interdizione dai pubblici uffici (il pg ha chiesto la riduzione dell'interdizione a tre anni).

"Incubo notturno" - Nell'arringa Franco Coppi è stato tranchant: "Non è stata raccolta nessuna prova". Quindi Niccolò Ghedini, che ha definito il processo Mediaset "il mio incubo notturno" e ha aggiunto che "manca nel tessuto della sentenza un elemento probatorio che Berlusconi possa aver partecipato al reato proprio". Ghedini ha ribadito più volte che "non abbiamo avuto la possibilità di difenderci. Questo processo lo abbiamo vissuto sulla scansione della prescrizione, abbiamo fatto udienze nei giorni più disparati e con grande fretta".

Le vecchie sentenze - Sempre Ghedini ha rimarcato come "ci sono anche sentenze della Cassazione che dicono che Berlusconi non gestiva le aziende (il riferimento è al processo Mediatrade, ndr), e queste non sono state prese in considerazione. Se Berlusconi non gestiva le aziende - sottolinea l'avvocato - non poteva decidere sugli ammortamenti", uno dei capisaldi dell'accusa. "Sostengono il procuratore generale e la Corte d'Appello che Berlusconi non poteva non ravvedersene - ha proseguito Ghedini -: dicono che era un buon imprenditore, come poteva non avvedersi dei ricavi gonfiati? Spero che quello del non avvedersi non diventi un nuovo principio giurisprudenziale e che non venga accolto da questa corte".

"Sentenza da annullare" - Nella parte conclusiva della sua arringa, Franco Coppi ha ribadito: "Chiediamo che la sentenza di condanna venga annullata perché il fatto così come è contestato non costituisce reato e non è previsto dalla legge come tale". E ancora: "L'abuso del diritto in mancanza della violazione di una specifica norma antieluisva non è infatti penalmente rilevante".  

I tempi - Ora tutta l'attesa è per il verdetto: scarse, pressoché nulle le possibilità che arrivi nella serata di mercoledì. La pronuncia della sezione feriale della Corte di Cassazione è atteso per giovedì pomeriggio. Dopo la conclusione delle arringhe degli avvocati difensori, hanno spiegato fonti della Cassazione, il collegio tornerà a riunirsi in camera di consiglio giovedì mattina intorno a mezzogiorno, dopo aver tenuto una breve udienza, alle 10, per altre cause già fissate. Franco Coppi ha fatto sapere che, comunque, Berlusconi non si presenterà in Cassazione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • manuelebonbon

    02 Agosto 2013 - 16:04

    buone ferie allora, vecchio luccio che abbocchi sempre all'amo di silviuccio. Io lavoro tuto il mese ma ieri sera abbiam festeggiato fino a tardi con dell'ottimo Ornellaia. E stasera bis con gli amici. Alla faccia del vecchiaccio dal culo flaccido :D

    Report

    Rispondi

  • Bolinastretta

    01 Agosto 2013 - 17:05

    Io no so se il Silviaccio festeggerà... o meno. Io di sicuro da domani le mie vacanze, cena elegante, con gente democratica e seria... tu non sarai dei nostri!! caro il mio arrampicatori di specchi madestro!

    Report

    Rispondi

  • iltrota

    01 Agosto 2013 - 16:04

    Ghedini, mica te lo ha ordinato il medico di difendere l' Indifendibile Parruccato!!! Come dici, .... i soldi....la carriera....la fama....la pagnotta assicurata.... Certo, ti capisco!!!!

    Report

    Rispondi

  • Cosean

    01 Agosto 2013 - 15:03

    Che bello fare a meno dei processi a nostro piacimento! Non ci avevo mai pensato. Si potrebbe allora fare tutto quello che si vuole senza prendersi nessuna responsabilità!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog