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Scontro fatale

Napoli, morti due giovani in scooter, avevano appena rapinato la coppia sulla Smart che li ha travolti

Sequestrati i mezzi coinvolti. Il 30enne dell'auto è stato sottoposto agli esami tossicologici

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Il luogo dell'incidente

Il luogo dell'incidente

Tragico incidente la notte scorsa, attorno alle 2 di notte, in via Posillipo, a Napoli, in cui due giovani di 16 e 18 anni sono morti nello scontro con una Smart. Le due vittime, Alessandro Riccio ed Emanuele S., erano in sella al loro scooter quando sono stati travolti dalla city car che avevano appena rapinato. A seguito dell'impatto, l'auto ha continuato la sua corsa fino a quando, qualche chilometro più avanti, ha incrociato una pattuglia di carabinieri, a cui il conducente ha chiesto aiuto. Sotto choc, ha poi raccontato ai militari l'accaduto.

Lo scontro mortale - Secondo il racconto del proprietario della Smart, un 30enne di Napoli, mentre era fermo in macchina con una ragazza, quattro persone su due scooter si sono avvicinate e li hanno rapinati dell'I-phone. La coppia, impaurita da quanto successo, ha deciso di allontanarsi dalla zona. Poco dopo, l'auto è stata di nuovo avvicinata dai motorini e, nel tentativo di fuga, ha urtato degli ostacoli al margine della strada per poi investire il dueruote sui cui viaggiavano le due giovani vittime. L'impatto è stato violentissimo e per i ragazzi, già noti alle forze dell'ordine, non c'è stato nulla da fare. La Smart ha poi proseguito la marcia e, qualche chilometro dopo, si è imbattuta in una pattuglia di carabinieri, a cui il conducente ha raccontato quanto era appena successo. I militari si sono recati sul luogo dell'incidente, dove nel frattempo erano giunti i vigili urbani, allertati da alcuni automobilisti di passaggio. L'auto e lo scooter sono stati sequestrati. Il trentenne, invece, è stato sottoposto agli esami tossicologici, i cui risultati saranno disponibili nelle prossime ore. E.S., la vittima di 16 anni, era ritornato in libertà nel giugno scorso, dopo una detenzione per reato di rapina in un centro di recupero di minori.


 

 

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Commenti all'articolo

  • routier

    12 Agosto 2013 - 08:08

    ....tuttavia se quei due non rapinavano nessuno sarebbero ancora vivi.

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  • enry

    11 Agosto 2013 - 17:05

    Purtroppo in questa specie di nazione governata da ladri ed evasori, l'unico sempre colpevole è l'ONESTO che non può neanche difendersi.

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  • plaunad

    11 Agosto 2013 - 13:01

    E certo i criminali si difendono tra di loro...... Mai sentito parlare di legittima difesa? E del noto proverbio "chi é colpa del suo mal pianga sé stesso". Quei due non erano dei "poveri ragazzi" ma dei criminali. Punto.

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