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Bare, prigioni, tornado, cargo.
La vacanza? Facciamola strana

Cresce la domanda di ferie alternative. Anche in Italia

Bare, prigioni, tornado, cargo.
La vacanza? Facciamola strana

Dall'inseguire tornado al dormire in prigione, fino al viaggiare sulle navi cargo. Cresce sempre più la moda di chi va a caccia di vacanze diverse. Un fenomeno maggiore nei paesi anglosassoni e nel Nord, ma in forte evoluzione anche In Italia. E gli esperti concordano: si cercano "emozioni e contatti totalizzanti che mettano alla prova la persona", lontano dal turismo di massa.  Avventure principalmente nate da un'idea nel salotto di casa, o dal classico 'passaparola, anche se non sono poche ormai le agenzie che propongono pacchetti "alternativi". Andrea Griffa e Mauro Grego, ad esempio organizzano tour negli Stati Uniti. I turisti viaggiano attraverso l'America, dal Texas al North Dakota e dal New Mexico al Tennessee, per studiare il fenomeno delle trombe d'aria. Dotati di strumentazioni per lo stormchasing, ne monitorano la potenza e gli effetti, ammirando da vicino le tempeste, da cui normalmente la gente fugge.

In galera - Come si cerca di stare lontani dai tornadi, così in genere si cerca di stare lontani dalle carceri, ma c'è a chi piace passarci una notte e scoprire cosa si prova. In Lettonia si può provare il Karostas Cietums a Liepaja, sul Mar Baltico. Quella che era una prigione comunista è diventata oggi un museo dove si possono sperimentare tutti gli aspetti della prigionia. I turisti sono ammanettati, abbigliati con tute mimetiche e messi a dormire su scomode brandine di ferro o assi di legno. Il servizio in camera è incluso, al modico prezzo di 11 euro a persona un po' di pane e acqua non sono negati. Alberghi-prigione sono presenti anche in Slovenia, Svezia e addirittura in Italia. L'ostello-prigione di Biella è stato inaugurato nel 2008, dopo la ristrutturazione dell'ex penitenziario seicentesco del Piazzo. In Germania si trova l'hotel Alcatraz, ricavato dall'ex prigione di Kaiserslautern, che presenta tutte le caratteristiche di un vero carcere: sbarre alle finestre, spioncini alle porte, sanitari in camera e anche i pigiami a righe per calarsi nella parte del galeotto. 

Vivere in una bara - L'opzione più gettonata è però quella di dormire in una bara, come il conte di Dracula, nella stanza 'gruft' a un prezzo compreso tra 79 e 115 euro a persona per notte con la colazione esclusa. Se invece si vuole spendere davvero poco per delle vacanze low cost, si può pensare di dormire in un tubo di scarico fognario. Questo è quello che si può fare nei due paesini di Ottensheim e Bottropp in Austria e Germania, con la soluzione alternativa ideata dall'architetto Andrea Strauss che ha pensato di ridurre al minimo le spese dei viaggiatori con degli alloggi minimal. Così si puo' dormire in comode stanze pagando un'offerta a piacere,l'unico inconveniente sarà di essere dentro un tubo di scolo per reti fognarie. La soluzione prende il nome di Dasparkhotel e nasce dall'idea dell'architetto di utilizzare il minimo indispensabile di materiale da costruzione. Così un tubo di drenaggio collocato nel centro di un'area verde diventa un hotel che funziona seconda la formula del 'pay as you wish' con una donazione suggerita tra i 7 e i 20 euro. Dasparkhotel nasce nel 2006 a Ottensheim, un paesino nei pressi di Linz, in Austria. Tre grossi tubi di cemento sono stati piazzati in fila all'interno di un parco circondato da ristoranti e alberghi e ogni tubo al suo interno è stato arredato con un comodo letto matrimoniale, un comodino e una lampada. All'interno della stanza vi è l'allaccio alla rete elettrica e una finestra sul lato superiore per illuminarla di luce naturale. Sul lato della parete posteriore vi è un murale opera dell'artista austriaco Thomas Latzel Ochoa che garantisce un'atmosfera più piacevole. La porta della stanza si apre solo grazie a una serratura con codice d'accesso unico che si riceve all'atto della prenotazione, garantendo così la sicurezza di chi vi dorme. Per quanto riguarda il vitto e i servizi igienici il circondario offre quello che vuole al turista, contribuendo così all'idea dell'offerta d'alloggio a prezzo amico. In più la struttura di cemento garantisce che la stanza mantenga delle temperature ottimali: d'estate non è troppo calda, mentre con l'arrivo del freddo mantiene il calore diventando in pratica termoautonoma.

Cambio casa - Un altro modo di viaggiare low cost, ma più tradizionale rispetto al precedente è lo scambio casa. L'Italia e' tra le mete europee preferite dagli 'home exchangers', al secondo posto con 4200 preferenze (secondo Homeexchange.com) dopo la Francia con 5135 e prima della Spagna con 3026. Anche couchsurfing è ormai uno dei modi più affermati per dormire gratis e viaggiare low cost. Un sito web che permette di dormire sui divani di persone in tutto il mondo senza spendere niente, all'insegna della fiducia e della cordialità. Tutto è completamente gratuito, basato sulle regole della buona convivenza: il 'surfer' si impegnerà a essere rispettoso ed educato nei confronti di chi lo ospita, portando come ringraziamento un regalo delle sue parti, meglio se un cibo tipico. Il padrone di casa cercherà di rendere il soggiorno del suo ospite il più piacevole possibile e, anche se non potrà dedicargli il suo tempo, fornirgli indicazioni pratiche sul posto, cosa vedere e dove mangiare.

Sulle navi merci - Un'altro modo insolito e avventuroso di viaggiare è quello di usufruire di passaggi (a pagamento) sulla navi Cargo che solcano il Mediterraneo oppure i grandi Oceani. Cioè viaggiare su piccole e grandi distanze sui mercantili che trasportano container e merci, oppure sulle navi postali. Le rotte che si possono seguire sono le più diverse, dagli Stati Uniti all'America Latina, oppure i paesi che si affacciano al Mediterraneo, fino a grandi distanze come nel caso dell'Australia. Il viaggio in Cargo può durare dai pochi giorni a più settimane, e non dipende solo dai migli marini da coprire, ma anche dalle operazioni di carico e scarico merci nei porti. La moda ha origine in Germania, Stati Uniti, Francia e Inghilterra dal 1990. Per questa tipologia di viaggio bisogna però avere una buona predisposizione all'avventura e non aver paura degli elementi naturali che possono condizionare la navigazione. E non bisogna neppure soffrire di solitudine, perchè i propri compagni di viaggio sono il personale di bordo che lavora su queste navi, impegnato a compiere i propri compiti durante la navigazione. Per salire sui Cargo bisogna poi essere in regola con le vaccinazioni, secondo la destinazione prescelta, e avere il passaporto dove richiesto, in corso di validità. In ultimo avere del tempo a disposizione, perchè le tratte possono avere dei tempi di percorrenza veramente lunghi. Bisogna rendersi conto che quella che si andrà a vivere sarà un'esperienza unica, dove non ci sono i comfort di una crociera. Si vivrà la vita di mare in modo piu' realistico. Ai passeggeri è richiesto solamente di provvedere alla pulizia della propria cabina e di fare il bucato personale, tutte le altre mansioni sono compito dell'equipaggio della nave. I pasti (generalmente tre al giorno) sono consumati assieme al personale del Cargo. Per una nave Cargo la priorità è la merce trasportata e non il passeggero della medesima, ne consegue che la persona che intende fare questo tipo di esperienza, può essere alloggiata in una cabina per sottufficiali o più frequentemente in locali dotati di letti a castello dove dorme anche l'equipaggio. La durata degli scali, nei porti toccati dalle navi, dura solo il necessario per lo scarico ed eventuale carico della merce. Se prevedete di fare escursioni a terra nei luoghi di approdo, tenete conto di queste variabili. E' possibile scendere a porti intermedi, aspettare altri Cargo e riprendere una nuova rotta con destinazione diversa dalla precedente. In passato c'è chi ha viaggiato pagandosi l'imbarco facendo il mozzo, ma oggi non è più possibile per gli accordi di sicurezza stabiliti dai trattati internazionali. Le navi Cargo attuali sono dotate dei più moderni mezzi di comunicazione, come telefoni satellitari, di cui si potrà usufruire per comunicare con i propri familiari. Tramite Internet è possibile informarsi sulle rotte più pericolose da evitare, come al largo della Somalia, lo Stretto di Malacca e le coste prospicienti il Brasile, luoghi dove la pirateria è ancora viva. 

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Commenti all'articolo

  • allianz

    12 Agosto 2013 - 10:10

    Provino a viaggiare su una gasiera o petroliera che sia.Passerebbe loro la voglia nel giro di 5 giorni.

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