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Prostituzione, è il momento di legalizzare
Lo Stato ci guadagna

Prostituzione, è il momento di legalizzare
Lo Stato ci guadagna

«Sono soltanto un gigolò e dovunque io vada la gente sa che parte interpreto. (…) Nessuno si preoccupa per me, non c’è nessuno che si prenda cura di me, sono così triste e solo, così triste e solo…». Magari Roberto Roy, di professione gigolò (o escort, come usa dire oggi anche a proposito degli «accompagnatori» di sesso maschile), si sarà riconosciuto tante volte in questi versi - qui presentati in traduzione italiana - del celeberrimo brano «Just a gigolo», reso immortale dall’interpretazione di Louis Armstrong. Dev’esserci rimasto doppiamente male, perciò, quando - il giorno in cui qualcuno si è finalmente occupato di lui - ha scoperto che questo qualcuno non era un soccorrevole amico cui confidare le proprie pene e i propri malumori di prostituto bensì l’Agenzia delle Entrate con una cartella esattoriale da 200.000 euro. Tanto più che Roberto ha raccontato di aver fatto il possibile per mettersi in regola, senza però concludere nulla di concreto e, a causa dell’attuale legislazione, venendo in pratica costretto dallo stesso Stato italiano a trasformarsi in un evasore totale. 

È l’ennesimo caso, questo di Roy, che parla a favore dell’abolizione dell’ormai vetusta Legge Merlin, che nel 1958 ha reso un reato il meretricio. Già qualche mese fa, ospite della trasmissione «Domenica Live» di Canale 5, la transessuale di origine turca Efe Bal aveva espresso davanti a milioni di telespettatori un desiderio analogo a quello del gigolò preso di mira dal fisco: poter pagare le tasse vedendo legalizzato il proprio mestiere. È decisamente ora che si faccia qualcosa in tal senso e un primo contributo concreto - alla portata di tutti i cittadini - lo si può dare, a partire dal prossimo settembre, firmando il referendum per l’abrogazione della Merlin promosso di recente da alcuni attivisti del Pdl e del movimento Progetto Reggio. 

Se si guarda alla faccenda senza paraocchi ideologici o moralistici, si deve ammettere che regolamentare la prostituzione produce quasi solo vantaggi: si toglie una lucrosa attività (che la Merlin non ha certo fatto scomparire, anzi) dalle mani della malavita, si tutela maggiormente il decoro dei luoghi pubblici, si garantiscono migliori condizioni igieniche a professionisti e clienti e, appunto, si contribuisce a far uscire dal «nero» una montagna di denaro che attualmente sfugge del tutto al monitoraggio dello Stato (il quale peraltro, senza che in tali frangenti si gridi allo scandalo, già incassa milioni dalle imposte su alcol e tabacco nonché dalle varie lotterie). Eliminando la Legge Merlin si riuscirà finalmente a far sì che il Roberto Roy di turno si dedichi soltanto all’evasione delle sue clienti, anziché evadere lui.

di Giuseppe Pollicelli

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Commenti all'articolo

  • Francostars

    21 Agosto 2013 - 18:06

    Io vivo in questo Paese e ne sto osservando i risvolti giuridico-pratici. La prostituzione non è illecita; lo ha stabilito anche la Cassazione con la Sentenza n. 10578/2011 e di conseguenza tassabile, come indicato, anche se in via indiretta, dall'articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006 (finanziaria estiva di quell'anno).

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  • gianko

    14 Agosto 2013 - 14:02

    ma dove vivi? non mi risulta che la gdf vada su internet e controlli tutti gli annunci di girls, trans e gigolò.. non sarebbe molto difficile.. ma preferiscono tartassare le p.iva, IN OGNI CASO LE SENTENZE NON POSSONO SOSTITUIRE LE LEGGI.. che in Italia latitano..la prostituzione non è reato MA NON E' RICONOSCIUTA NEMMENO COME ATTIVITA' LECITA..è la solita ipocrisia dei pisciafreddo, sia preti che laici, *devono fare la legge*, creare un albo professionale, ecc.. in ogni caso se i prostituti, che guadagnano tutto in contanti, nascondono i soldi (o trovano il sistema di depositarli in banche estere o..?) la gdf si attacca al cazzo!

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  • Francostars

    13 Agosto 2013 - 16:04

    Ma la prostituzione in Italia è già tassata grazie all'articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con le Sentenze n. 10578/2011 e 18030/2013.

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  • monrefuge

    13 Agosto 2013 - 14:02

    tranne le bestie in parlamento.

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