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Airbus scomparso nell'oceano

Recuperato timone e 24 corpi

Airbus scomparso nell'oceano
L’ipotesi che a causare l’incidente dell’airbus A330 di Air France, che si è inabissato nell'oceano Atlantico lo scorso 31 maggio sia stata un’esplosione sembra sempre più lontana. Intanto sale a ventiquattro il numero dei corpi recuperati su un totale di 228 persone che erano presenti sull’aereo. La Marina brasiliana ha anche recuperato il timone di coda del velivolo, ma non si vedono tracce di bruciature o dilaniamenti dovuto a un violento scoppio. Il ritrovamento del timone è importante perché uno degli ultimi messaggi automatici lanciati dal veivolo ne segnalava il malfunzionamento. Tanto il timone quanto tutti gli altri resti mostrati finora nelle immagini rese pubbliche non mostrano il minimo segno di bruciature. Né la Forza aerea, né la Marina militare brasiliana hanno finora rilasciato un commento sullo stato dei pezzi recuperati in mare, attenendosi all'accordo internazionale secondo il quale spetta ai francesi, e solo ai francesi, l'inchiesta sulle cause del disastro. Dal canto loro le autorità brasiliane hanno confermato che la priorità "è il recupero dei corpi, dei sopravvissuti e dei resti dell'aereo".
Intanto il gruppo Air France ha presentato ai piloti un "calendario di sostituzione in pochi giorni" delle sonde che permettono di controllare la velocità sui suoi velivoli A330 e A340. Lo hanno riferito ai giornalisti fonti del Sindacato nazionale dei piloti di linea.

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