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"Il tiramisù è di Treviso", e la Regione ne reclama la paternità

Zaia presenterà un dossier per ottenere la dichiarazione di tipicità: "E' come la pizza per Napoli"

"Il tiramisù è di Treviso", e la Regione ne reclama la paternità

Basta imitazioni. O meglio, le imitazioni possono esserci, ma l'origine deve essere chiara a tutti. E il tiramisù e di Treviso, non si discute. A reclamarle la paternità il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, che  presenterà il dossier per ottenere la "dichiarazione di tipicità". "E' come la pizza a Napoli - confida a Il Corriere - "E' giusto e doveroso chiedere il riconoscimento territoriale di questa specialità, sia come suggello di un evento storico, sia come motivo ulteriore di valorizzazione di Treviso e del Veneto nel settore alimentare; si tratta di prodotto che oggi rischia di avere tanti padri e troppe versioni che non rendono giustizia all'impegno e all'inventiva del luogo che l'ha visto nascere, alla luce peraltro di tradizioni dolciarie che hanno fatto da terreno di coltura al vero Tiramisù". La maternità del dolce col mascarpone apparterrebbe infatti a due ristoratori trevigiani: Ada Campeol, proprietaria del ristorante "Alle Beccherie", e il cuoco Roberto "Loli" Linguanotto, ancora in attività. A loro andrebbe attribuita la prima ricetta e la creazione del tiramisù, sopolato in tutto il mondo e esportato fino oltreoceano. 

"Il riconoscimento della tipicità è un obiettivo né improbabile né impossibile - ha aggiunto Zaia - e porto come esempio il precedente della pizza napoletana Stg (Specialità tradizionale garantita), che proprio io ho portato al traguardo quando ero ministro delle politiche agricole. E' un processo che richiede impegno, ma dobbiamo far sapere qual è l'originario Tiramisù di Treviso a fronte delle tante varianti che si sono liberamente sviluppate in tutto il mondo, traendo ispirazione dall'intuizione dolciaria dei suoi creatori; o quali, voglio ricordarlo, hanno realizzato il Tiramisù quando Ada Campeol stava allattando il suo primogenito proprio per dare a lei e a tutti una dolce energia".

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Commenti all'articolo

  • Fulvio Basteris

    25 Agosto 2013 - 20:08

    Ma Plaunad ha letto la ricetta di Artusi?

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  • plaunad

    24 Agosto 2013 - 09:09

    Beh? Non é una novità. Lo si é sempre saputo che il Tiramisu é nato in Veneto.

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  • Fulvio Basteris

    23 Agosto 2013 - 19:07

    Ma Zaia ha mai letto «La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene» di Pellegrino Artusi (edita per la prima volta nel 1891)? Se non l'ha fatto, vada a «Torte e dolci al cucchiaio». Al no. 649 troverà quello che Artusi stesso chiama «Dolce Torino» in onore dell'ex capitale del regno e dei suoi savoiardi. Questa è la ricetta che assomiglia parecchio a quella dell'attuale «Tiramisù»: «Formate questo dolce sopra un vassoio o sopra un piatto e dategli la forma quadra. Ingredienti: Savoiardi, grammi 100. Cioccolata, grammi 100. Burro fresco, grammi 100. Zucchero a velo, grammi 70. Un rosso d’uovo. Latte, cucchiaiate n. 2.Odore di zucchero vanigliato. Tagliate i savoiardi in due parti per il lungo e bagnateli col rosolio, oppure, il che sarebbe meglio, metà col rosolio e metà con l’alkermes, per poterli alternare onde facciano più bella mostra. ecc. ecc.» Fulvio Basteris

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  • Garrotato

    23 Agosto 2013 - 18:06

    Zaia è un tipo ameno. E a chi vuol che gliene freghi se il tiramisù è nato a Treviso? E con che serietà disquisisce sull'inventore (o gli inventori) del dolcetto, e del perché e percome non bisogna lasciarne ad altri la paternità, "come suggello di un evento storico". Addirittura. Dato che l'acqua fredda la conoscono tutti e l'acqua calda l'ha già inventata qualche altro genio, il prossimo rivendicherà la paternità dell'acqua tiepida...

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