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Inchiesta Fonsai

Giulia Ligresti, arresti domiciliari dopo la perizia medica: si rifiutava di mangiare

Reclusa nel carcere di Vercelli dallo scorso 17 luglio, ha perso sei chili in poco più di un mese

Giulia Ligresti

Giulia Ligresti

Il tribunale di Torino ha concesso gli arresti domiciliari a Giulia Ligresti, reclusa nel carcere di Vercelli dal 17 luglio scorso in relazione all'inchiesta Fonsai. Sono stati gli stessi magistrati titolari dell'indagine ad avanzare la richiesta, a seguito delle visite mediche a cui è stata sottoposta, che hanno accertato che la donna, figlia di Salvatore Ligresti (ai domiciliari a Milano) e sorella di Jonella (ancora in carcere a Torino), abbia perso sei chili in poco più di un mese. Nei giorni scorsi, i suoi legali avevano chiesto il patteggiamento: l'udienza per decidere è fissata per il prossimo 3 settembre.

La perizia medica è stata effettuata dal dottor Roberto Testi, incaricato dalla Procura di Torino per verificare le condizioni di salute della Ligresti, che aveva iniziato a rifiutare il cibo. A quanto si apprende, il medico che ha visitato la donna l'ha trovata provata e depressa, pur non parlando propriamente di "incompatibilità" con il regime carcerario. La perizia è stata consegnata ai pm titolari dell'inchiesta, Vittorio Nessi e Marco Gianoglio. Poi la decisione della procura di Torino di trasferire la detenuta dal carcere agli arresti domiciliari.

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Commenti all'articolo

  • allianz

    30 Agosto 2013 - 09:09

    la butteranno fuori quando avrà raggiunto il peso forma?

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  • allianz

    30 Agosto 2013 - 09:09

    Alla faccia della dieta...Pare che il carcere faccia dimagrire...I dietologi sono avvertiti.

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  • bonavia

    29 Agosto 2013 - 10:10

    Dal giuramento di Ippocrate in cui i medici promettono ai numi della loro arte, Apollo, Igea, Panacea, di regolare la dieta per il bene dei malati si sono man mano aggiunti una serie di profeti del benessere. Adesso – grazie a Giulia Ligresti - possiamo aggiungere in fatto di dieta dai risvolti miracolosi il finire dietro le sbarre. Immagino che da oggi vedremo frotte di potenziali anoressiche fare la fila lì dove la figlia dell’uomo di Paternò è stata miracolata. Dimenticavo. Affinché la ressa non provochi ingorghi ricordo alle candidate che bisogna dotarsi di prove inoppugnabili di falso in bilancio e aggiotaggio milionari. Le povere cristo sovrappeso dovranno continuare ahimè a ricorre ad aglio, olio e sermoncini.

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  • bruggero

    29 Agosto 2013 - 10:10

    Smettete di mangiare, così ........vi mollano tutti !!!!!?????

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