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Scuola, il ministro Carrozza: "Basta studenti che arrivano a 25 anni senza aver mai lavorato"

L'affondo dal Forum Ambrosetti: "Abbiamo una classe dirigente omologata, stessi studi e stessi vestiti. Serve capacitò di innovare"

Scuola, il ministro Carrozza: "Basta studenti che arrivano a 25 anni senza aver mai lavorato"

Dopo i bamboccioni e i fannulloni, arriva l'attacco ai lavativi. Quegli studenti, cioè, che fino alla laurea non hanno mai conosciuto l'ebrezza di un impiego. "Non voglio più che gli studenti italiani arrivino a 25 anni senza aver mai lavorato un solo giorno nella loro vita", è l'attacco frontale del ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza. Intervenuta al Forum Ambrosetti a Cernobbio, il ministro (del Pd) ha avvertito il suo settore di riferimento: "La scuola e l'università devono meritarsi l'investimento. La politica buona non farà mancare certamente il suo apporto". Sul futuro "occorre una politica integrata sull'istruzione. Non ci sono più piani strategici, non abbiamo una strategia, non abbiamo la capacità di vedere il sacrificio attuale come una crescita futura. Come ministro dell'Istruzione mi rifiuto di dare per persa l'Italia e di dare per perse grandi parti del territorio italiano". La sfida è dunque quella di "creare la futura classe dirigente, cittadini capaci di produrre per se stessi e per la società, e di esercitare i propri diritti. Penso che in questo momento la classe dirigente italiana sia molto omologata. Quasi tutti la stessa età, gli stessi vestiti, lo stesso linguaggio, tutti di madrelingua italiana, che hanno studiato negli stessi posti. Non c'è la capacità di innovare nella nostra classe dirigente. Ci sono poche donne, pochissimi stranieri". E pochi, è l'affondo della Carrozza, arrivano nel mondo del lavoro a un'età adeguata. 

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Commenti all'articolo

  • encol

    09 Settembre 2013 - 08:08

    occorre anche che tutti gli assunti, degli ultimi 15/20 anni, dalle P.A. in particolare in Giustizia e Sanità via "graduatoria" ovvero via raccomandazione e corruzione o perchè figli di... si sottopongano a pubblico concorso come previsto dalle leggi. Oggi sono di fatto tutti abusivi.

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  • Silviob2

    08 Settembre 2013 - 18:06

    Non si preoccupi il ministro. Con le tasse che sta mettendo il suo governo le famiglie saranno costrette a mandare a lavorare i propri figli anziché farli studiare. Ma mi dica il ministro, proclami a parte, che ha intenzione di fare in concreto? Se si limita a queste dichiarazioni si omologa a tutti i suoi predecessori!

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  • Paolaarch59

    08 Settembre 2013 - 16:04

    Vorrei che si smettesse di fare di tutta l'erba un fascio. Un conto e' frequentare una facolta' umanistica , come la mia, dove la frequenza alle lezioni e' una scelta, gli appelli praticamente mensili e il 18 quasi garantito, un altro frequentare ad esempio Ingegneria. Provi un po' il ministro a fare un giro al Politecnico di Torino, tanto per avere un ' idea di quello di cui parla: 29 esami per una triennale, 14 per una magistrale, due tesi vere, non di facciata, obbligo di frequenza con docenti che controllano i presenti a caso, appelli spesso ravvicinati collocati in sole tre sessioni all'anno, alto numero di bocciati specie negli esami fondamentali etc e poi mi dira' se riesce anche a lavorare entro i 25 anni. Ah gia', dimenticavo,i nostri ministri sono sempre più intelligenti della media, sono stacanovisti, mai raccomandati, mai propensi a raccomandare i figli, sempre pronti a mandare i figli a faticare in luoghi lontani e impervi (Fornero docet). Si informi prima di pontificare!

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