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Isola del Giglio

Concordia, parte la "rotazione": così verra rimosso il relitto

Per Franco Gabrielli è "la più grande operazione di recupero della storia". Lunedì il via ai lavori: si concluderanno in primavera

La Costa Concordia

La Costa Concordia

Partiranno, finalmente, i lavori per recuperare il relitto della Costa Concordia al largo dell'Isola del Giglio. La nave, guidata dal comandante Francesco Schettino, era naufragata il 13 gennaio 2012 e fino ad ora lo scheletro del natante è rimasto piegato su se stesso a poche centinaia di metri dalla costa dell'isola. "Dal prossimo 16 settembre - ha annunciato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera - dovrabbero finalmente iniziare le operazioni di rotazione per il recupero".

Vento - Le operazioni di recupero incominceranno lunedì alle sei del mattino, ma tutto è ancora vincolato alle condizione climatiche. Il capo della Protezione Civile e commissario straordinario per rimozione della Concordia, Franco Gabrielli, ha spiegato ai cronisti che "la decisione di far partire definitivamente la procedura di rotazione della nave verrà quindi presa alle 14 di domenica 15 settembre, e così via via ogni giorno nel proseguo dei lavori". Il motivo è semplice: lavorare con il mare richiede condizioni atmosferiche perfette. Metà settembre, spiega Gabrielli, è un periodo "ottimale" per effettuare le operazioni di raddrizzamento.

Nessuna alternativa - Il commissario straordinario è sceso nei dettagli dell'operazione ed ha spiegato che la scelta del progetto è stata ponderata con cura e, ad oggi, non esiste nessuna alternativa. "Il progetto chiamato 'Parbuckling Project' è l’unico progetto possibile e ha raggiunto, allo stato, il 76% della sua realizzazione. Non esiste un piano B poichè è questo il progetto sul quale contiamo e che è stato scelto con i criteri più attenti del settore". Dalla Protezione Civile assicurano che non c'è nessun pericolo per l'ambiente perché il progetto per ruotare la nave di 65 gradi ha tenuto conto di "tutti i parametri stabiliti dalla conferenza dei servizi il 15 maggio dell'anno scorso". Il commissario ha anche aggiunto che l'ipotesi che il relitto si spezzi è "un'ipotesi remota" ed anzi sarebbe stato più lecito immaginare "riversamenti di sostanza nelle acque e per questo sono stati predisposti specifici piani per la salvaguardia dell'ambiente".  

I numeri - Per raddrizzare la Concordia saranno al lavoro oltre 500 persone di 26 nazionalità diverse: 120 sono subacquei, 60 addetti ai lavori di saldatura o carpenteria metallica, 60 tecnici o piloti, 60 i 'salvage staff', 50 ingegneri, 140 membri dell’equipaggio impegnati a bordo dei 30 mezzi navali,10 biologi. Sarà la "più grande operazione di recupero navale della storia" ha detto l'ingegner Franco Porcellacchia, responsabile delle operazioni, che ha sottolineato come sia stato necessario fabbricare "30 mila tonnellate di  acciaio" per costruire la struttura che dovrebbe permettere il raddrizzamento. Si tratta di sei piattaforme, di cui le tre più grandi misurano 35x40 metri e le tre più piccole 15x5, sorrette da 21 pali del diametro di 1,6 metri conficcati nella roccia granitica per una profondità media di 9 metri; 56 catene di cui 22 installate sul lato dritto e che passando sotto il relitto sono ancorate al sistema di raddrizzamento; ciascuna catena misura 58 metri di lunghezza e pesa circa 26 tonnellate. Per favorire la rotazione del relitto sarà fornita una forza di circa 23.800 tonnellate, che dovranno essere sufficienti a far ruotare il gigantesco relitto di circa 65 gradi.

I costi - I contribuenti italiani potranno restare tranquilli: i costi di rimozione della Costa Concordia saranno totalmente coperti dalle assicurazioni dei privati. Questa è, di sicuro, una buona notizia per tutti, ma soprattutto per i cittadini (spesso imprenditori del turismo) del Giglio che hanno dovuto convinvere con il relitto per un anno e mezzo. Dopo diciotto mesi l'incubo sta finendo, ma sarebbe stato davvero uno smacco inaccettabile se a pagarne le conseguenze fossero stati proprio loro, dopo aver visto sfumare ben due stagioni turistiche.

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Commenti all'articolo

  • magoprofSilva

    16 Settembre 2013 - 20:08

    Certo che non facciamo bella figura se a dirigere i lavori e' un sudafricano, non solo ma i pagamenti per l'impresa vanno quasi tutti a ingegneri stranieri, mentre noi abbiamo, studiosi del c..........

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  • jerico

    13 Settembre 2013 - 13:01

    Poco dopo il naufragio, la Madonna ad una veggente avrebbe detto che si sarebbe spezzata in due tronconi ,durante la fase di recupero. Forse questo permetterà di fare ritrovare i due passeggeri che ancora mancano all'appello,auguriamocelo.

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  • routier

    13 Settembre 2013 - 08:08

    Una volta ai responsabili di tali disastri si comminava il "giro di chiglia". Bei tempi andati....

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  • mamex

    mamex

    12 Settembre 2013 - 20:08

    Se tutto procede con pochi intoppi, si può dire che è un'ottima operazione. Per quanto riguarda gli operatori del luogo direi che i danni debbano essere messi in conto assieme ai costi di recupero. Buona fortuna a tutta l'isola, ne hanno bisogno!

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