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Gheddafi a Roma: Italia amica

Proteste: "È un dittatore"

Gheddafi a Roma: Italia amica

“L'Italia di oggi non è più l'Italia di ieri. Con l'Italia di oggi c'è pace, collaborazione e amicizia”, e per questo motivo è stato possibile siglare questo “trattato di amicizia” tra i nostri Paesi. Il leader libico Muammar Gheddafi, durante la sua prima visita ufficiale in Italia, si spreca in elogi nei confronti del Belpaese: "Non guardiamo al valore materiale degli indennizzi perché per quello che l'Italia coloniale ha commesso contro il popolo libico non ci sarebbe alcun controvalore. Ma questo trattato di amicizia è comunque un segnale che l'Italia condanna il colonialismo, si scusa per quello che è avvenuto, ed è questo che mi ha permesso di poter venire oggi qui. L'Italia” -  ha proseguito il colonnello libico - "é un paese molto pacifico tra gli Stati del mondo, e condanna il colonialismo. Condanniamo entrambi il fascismo e le guerre e le aggressioni contro gli altri". Al termine del colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Gheddafi ha poi voluto ringraziare “questa generazione di italiani per aver risolto con estremo coraggio le questioni del passato. Questo ha portato alla firma dell'accordo di amicizia'' tra Italia e Libia. Si è voltata la pagina del passato e si è aperta una nuova pagina di amicizia''.

“Si è chiusa una lunga pagina dolorosa con la Libia'', ha detto il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi a Gheddafi al suo arrivo all'aeroporto militare di Ciampino. E parole positive sono state pronunciate anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha sottolineato come la visita di Gheddafi possa “contribuire a dare il via a una nuova fase di relazioni fra i due Paesi: Sulle questioni africane ho ascoltato da Gheddafi parole di grande moderazione e responsabilità. Occorre uno sforzo congiunto Italia-Libia in particolare per la Somalia. L'obiettivo di rendere il Mediterraneo un'area di pace, stabilità e benessere è altrettanto condiviso» ha concluso, facendo esplicito riferimento alla necessità di «riconoscere le ragioni palestinesi e israeliane secondo la formula di due popoli, due Stati”.

Uniforme e occhiali scuri, berretto militare e uno spadino d'ordinanza nella mano, il colonnello ha subito attirato l’attenzione su di sé facendo bella mostra di una provocatoria fotografia anti-coloniale in bianco e nero appesa al petto sulla sua alta uniforme militare. Oltre alle 'amazzoni', la sua guardia personale tutta al femminile che vigilerà sulla sicurezza del leader per tutta la visita, con il leader libico c’era anche un anziano in abito: si tratta di Mohamed Omar al Muktar, un personaggio famoso in Libia perché discendente dell'eroe che combattè gli italiani. L'eroe combattente si chiama Omar al Muktar, soprannominato il leone del deserto, leader della resistenza libica contro gli italiani agli inizi degli anni 30.

Visita con polemiche - Gheddafi per la sua prima visita in Italia fa già parlare di sé. Chi per il fatto che è un dittatore, chi per il folklore che si respira visto il modo in cui si presenta con tenda beduina e trecento cortigiani. La visita del leader libico scatena molte critiche e già oggi, mentre Gheddafi visita il Quirinale e il Campidoglio, sono state organizzate delle proteste sia da gruppi di intellettuali sia dagli studenti dell’Onda. Intanto tra i parlamentari della minoranza sono iniziati i commenti: “Si cerchino - ha detto Giaretta - altre sedi per il dialogo. Non costringeteci a manifestare il nostro dissenso per la presenza di un dittatore”. “I precedenti in quest'aula - ha ricordato Carloni - sono stati quelli del re Jaun Carlos e del segretario dell'Onu Kofi Annan, figure prestigiose non contestate”. Di “decisione inopportuna” ha parlato Donatella Poretti che già ieri aveva protestato per la scelta di “far parlare un dittatore in un'aula del Parlamento”. Per la maggioranza è intervenuto il senatore Giorgio Bornacin (Pdl) che ha parlato di “indignazione a telecomando”. “Perché - ha aggiunto Bornacin rivolgendosi a Pedica - non vi indignate verso la Cina? La vostra è solo speculazione politica”.

 

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Commenti all'articolo

  • marclands

    10 Giugno 2009 - 15:03

    Ma perchè il cav. si ostina a frequentare certe persone e considerarli amici? Grande amico di Bush, di Putin, di Gheddafi, tutti leader di stati più o meno liberi ma con un certo ascendente negativo per quello che dicono e fanno. Senza contare Bettino Craxi, Licio Gelli della P2, Previti e dell'Utri suoi amici di vecchia data. Ma con tutte le persone sulla terra proprio loro?Un Dalai Lama no??Papa Giovanni Paolo II no??Un Al Gore nobel per la pace no??Un certo Obama Barak no?? Me ne sono scordati tanti altri ma spero di rendere l'idea!

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  • cavallotrotto

    10 Giugno 2009 - 15:03

    la mamma dei cretini è sempre incinta , quella degli italiani pseudo intellettuali dalla ignoranza profonda ed incintenibile , lo è particolarmente

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  • marino43

    10 Giugno 2009 - 13:01

    Dopo Berlusconi,nani,ballerine,veline e la mortadella...Anche Gheddafi ci sta bene!!..E la corte dei miracoli è quasi completa ( dico quasi perchè il peggio non è mai morto!!)Chissà se lo ricevono con la musica dei clawn del circo!!!

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  • antari

    10 Giugno 2009 - 13:01

    se amadinejad (o come cappero si scrive) vi fara' gli sconticini sul petrolio. Vi adoro :)

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