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Camera, ecco la guerra tra caste,
i dipendenti sputtanano i portaborse:
"Costate 50 milioni di euro..."

Camera, ecco la guerra tra caste,
i dipendenti sputtanano i portaborse:
"Costate 50 milioni di euro..."
Guerra tra bande. Anzi tra caste. A Montecitorio non si spengono le polemiche per i costi del funzionamento del palazzo, e soprattutto quelle sulla busta paga dei dipendenti. Così ai tagli annunciati (e mai realizzati) dello stipendio di chi lavora in Aula da parte di Laura Boldrini, i dipendenti rispondono prendendo di mira i "portaborse", ovvero i collaboratori dei parlamentari.

Portaborse da 50 milioni -  L'Osa, uno dei sindacati di riferimento dei dipendenti di Montecitorio, reagisce all'operazione trasparenza che ha sbattuto sul sito internet gli stipendi d'oro degli amministrativi e riferisce gli stipendi dei collaboratori: "Non è tutto trasparente quello che luccica. Colpisce l'importo delle spese connesse oltre i 50 milioni di euro per Legislatura per i collaboratori. Un importo che, vista l'entità e i tempi che corrono, giustifica ampiamente la richiesta di maggior chiarezza. La natura del rapporto fiduciario tra il titolare di carica e la persona selezionata viene infatti spesso a premiare attivisti del partito o movimento politico di riferimento dell'eletto, attivisti che così vengono 'scaricati', come costo, sulle spese di un bilancio comunque finanziato dallo Stato", afferma una nota dell'Osa, come racconta L'Espresso. Ma l'offensiva dei dipendenti della camera non finisce qui. Dopo aver indicato la busta paga dei "portaborse" puntano il dito anche contro i "collaboratori decretati", ovvero quelle figure professionali, assistenti dei parlamentari o degli organi di Montecitorio, che in un modo o nell'altro sono stati "inquadrati" nell'organigramma della Camera. 

I "protetti" - Una sorta di gruppetto di "protetti" che guadagna sulle spalle di Montecitorio: "I decretati sono un numero piuttosto consistente, che ha già suscitato polemica all'inizio della Legislatura in merito alla nomina di nomi eccellenti e di figli e figlie di nomi eccellenti nelle segreterie", afferma sempre l'Osa. E tra questi fortunati ci sono due collaboratori strettissimi della presidente Boldrini: Valentina Loiero, capo ufficio stampa e la figlia dell'ex parlamentare Pd Tana de Zulueta; Giovanna Pirrotta, che si occupa dell'immagine sui social network e nuove tecnologie. Insomma la guerra della Casta è solo all'inizio. Se la Boldrini non rinuncia al suo piano tagli, a quanto pare i dipendenti sono pronti a tutto. Anche ad uno sputtanaemento totale per mantenere quei privilegi che da anni pesano sulle nostre tasche...(I.S.)

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Commenti all'articolo

  • eovero

    17 Settembre 2013 - 16:04

    non solo i porta borse,ma ogni volta che vedo un parlamentare arrivare al Quirinale vedo che è scortato da un plotone di guardie del corpo,ma quanti sono? quanto ci costano?ma non sarebbe meglio dimezzare il parlamento?!

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  • fausta73

    17 Settembre 2013 - 09:09

    avrebbero dovuto cominciare con le spese del quirinale, camera e senato con i relativi dipendenti. A casa mia ho cominciai con il tagliare le mie spese: parrucchiere, abbigliamento, libri. Solo in seguito ho tagliato le spese che riguardano tutta la famiglia e nessuno mi dice niente.

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  • sparviero

    16 Settembre 2013 - 20:08

    Io guadagno solo 180.000 euro e tu che fai molto meno di me ne prendi 200.000. Signora Boldrini li mandi a farsi fottere consigliando loro di portare l'unica borsa che hanno in mezzo alle gambe. Gratis.

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  • gregio52

    16 Settembre 2013 - 20:08

    Pur di non far capire quanto sono ladri i dipendenti del Parlamento protetti dalla Boldrini, la più grande sperperatrice di denaro pubblico, fanno la guerra ai porta borse. Bravi la guerra tra ladri fa molto piacere a noi tutti perchè prima o poi dovrete sparire.

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