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Taranto

Il convivente le spara due volte,
lei non lo denuncia
e muore sette giorni dopo

Incredibile tragedia. L'avvocato difensore richiede una perizia psichiatrica: "Si sentiva oppresso"

Il convivente le spara due volte,
lei non lo denuncia
e muore sette giorni dopo

Continui maltrattamenti, e un primo tentato omicidio non denunciato alle forze dell'ordine. Da parte di quell'uomo che amava e con con cui divideva la vita. E’ morta nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, dopo sette giorni di agonia e due interventi chirurgici, Ilaria Pagliarullo, la giovane ventenne ferita con due colpi di pistola dal convivente, Cosimo De Biasio, 24 anni. Colpita una prima volta la sera del 15 settembre scorso da una pallottola al fianco sinistro, la giovane non aveva sporto denuncia verso quel compagno che, in due anni di convivenza, l'aveva picchiata spesso. Angherie e soprusi per cui non era mai riuscita a chiedere aiuto, fuori dalle mura domesriche. La mattina dopo, quella fatale, un altro litigio. E lui le spara una seconda volta, questa al petto. Solo allora, Ilaria decide di chiedere aiuto alla madre, che avverte immediatamente il 118 e i carabinieri. La furia omicida di De Biasio non si è fermata nemmeno di fronte all'arrivo dei soccorsi: ha sparato, di nuovo, contro la suocera che stava seguendo l'ambulanza. Arrestato dai carabinieri della Compagnia di Massafra, De Biasio, sorvegliato speciale per reati contro il patrimonio, si trova in carcere e dovrà rispondere di omicidio volontario e maltrattamenti cui da tempo sottoponeva la fidanzata. Al momento dell'arresto l'uomo ha ammesso di aver sparato solo una volta perché diceva di sentirsi oppresso e la loro relazione, secondo lui, era complicata. L'avvocato difensore ha richiesto una perizia psichiatrica per il suo assistito.

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Commenti all'articolo

  • sig.nessuno

    24 Settembre 2013 - 13:01

    Qui si tratta di flagranza di reato. La denuncia deve partire d'ufficio!

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  • stefano.greci

    24 Settembre 2013 - 13:01

    Magari mi sbaglio ma vedo che la causa dell'omicidio di una donna ( scusate ma mi hanno insegnato che in Italiano si chiama così e non femminicidio ) è o un extracomunitario o un meridionale. Correggetemi se sbaglio, perchè se sono sempre gli stessi che a parma rubano uccidono violentano e spacciano potremmo ritornare come quando si stava peggio, senza extra, senza meridionali etc. se invece sbaglio scusate, il giornale della mia città sono decenni che quasi sempre dà la colpa e tutti meno che ai parmigiani, e se è così non è vero che siamo tutti uguali.

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