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Sollecito in vacanza ai Caraibi. E chiedeva la colletta per il processo

Raffaele voleva 500mila dollari per "combattere Golia" e difendersi dall'accusa per l'omicidio di Meredith. Fotografato nel paradiso tropicale, è polemica

Sollecito in vacanza ai Caraibi. E chiedeva la colletta per il processo

Chiedeva soldi per lottare in tribunale contro «il gigante Golia», almeno «500.000 dollari per perizie costosissime», ma adesso lo vediamo ammollo nel mar dei Caraibi. Raffaele Sollecito, che lunedì prossimo sarà di nuovo sotto processo per l’omicidio di Meredith Kercher, è partito per una vacanza a Bayahibe, una delle spiagge più belle del Sud-est di Santo Domingo. Ed è lì, a quanto riporta il settimanale Oggi, che l’imputato «ha deciso di soggiornare almeno un mese nel residence Casa Caribe Tamarindo». 

L’idea di far partire una colletta on-line per farsi pagare le spese processuali non era stata accolta benissimo dal popolo di Internet. Adesso, però, il ragazzo pugliese è veramente sotto attacco. La gente inonda il suo blog e la sua pagina Facebook chiedendo se i soldi servissero per andare a prendere un po’ di sole o - peggio ancora - per scappare all’estero prima di finire di nuovo sotto accusa in seguito alla sentenza della Cassazione che aveva annullato l’assoluzione dei due fidanzatini di Perugia. Del resto c’è già  Amanda Knox che ha fatto sapere di non voler tornare in Italia, perché sfiduciata verso una giustizia che non considera giusta e «per paura di finire di nuovo in carcere».

Appena le foto della vacanza tropicale hanno iniziato a essere postate sui Social network, Raffaele è intervenuto per difendersi. Alle 19 di ieri (ora italiana) ha tentato di dare una spiegazione su Facebook. «Per tutti quelli che si chiedono dove prendo i soldi per andare in Repubblica Domenicana», ha risposto attaccando il settimanale: «Non ho mai dato il mio consenso di rilasciare mie foto e informazioni personali. Chi lo ha fatto dovrebbe vergognarsi, perché è un atto infimo e meschino. Non ho nulla da nascondere se non tutelare la mia privacy. Sono ospite di un’amica di Sassuolo che mi ha invitato ... lei è una sostenitrice e sono contento di avere delle brave persone che credono in me ed in fondo me lo merito. La raccolta per le spese legali è ancora intatta e di certo non uso quei soldi per i miei spostamenti, che siano di lavoro o meno. Userò quei soldi quando dovrò pagare appunto le spese per il nuovo processo e se mai avanzerà qualcosa alla fine di tutto, darò il resto in beneficenza per la ricerca». Parole che non convincono gli “amici” in Rete. A parte un ragazza natia di Bisceglie che lo difende a spada tratta, Sollecito riceve molti attacchi dagli altri frequentatori di Internet. Più pacato il padre, nel dare una spiegazione. Accettando di parlare con l’Ansa, Francesco Sollecito ha innanzitutto garantito che «Raffaele tornerà presto in Italia» e precisa: «Abbiamo un assoluto rispetto delle istituzioni e mio figlio non intende fuggire. Stiamo lavorando senza sosta per dimostrare in aula la sua innocenza». Riguardo «la breve vacanza», il professionista ha spiegato che il figlio «soggiorna in una casa-vacanze che gli è stata messa a disposizione gratuitamente da una coppia di italiani suoi sostenitori. Sta cercando di ritrovare se stesso e un po’ di serenità dopo le difficili vicende degli ultimi anni». 

Le foto anticipate da Oggi hanno stonato nella mente di chi ricordava la richiesta di fondi lanciata da Raffaele a metà giugno. Una richiesta di soldi accompagnata da un accorato appello del giovane, che spiegava di «non trovare giusto di dover rinunciare a una buona difesa solo per l’aspetto economico». 

Lo stress del processo che sta riprendendo a Firenze si è fatto sentire e il settimanale riferisce che a Santo Domingo Raffaele si sta rigenerando: «Il giovane barese dorme fino a tardi», si legge, «gira con l’inseparabile computer perennemente alla ricerca di una zona wireless e ha fatto conoscenza con parecchi connazionali residenti, tra cui un pavese trasferitosi lì per lavoro e un imprenditore romano con parecchi affari nel settore turistico».

di Roberta Catania

 

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Commenti all'articolo

  • katerin

    27 Settembre 2013 - 09:09

    io non mi sono fermata alle apparenze ma anche alla sostanza.Hanno un capitale a disposizione? considerando al richiesta d' aiuto in denaro fatta a noi italiani io dico che si vendano la loro bella villa se vogliono continuare a difendere il loro viziatissimo figliolo e non rompano le scatole agli italiani che le hanno già rotte per altre cose.

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  • ciannosecco

    27 Settembre 2013 - 00:12

    Quindi tu ti sei fermata alle apparenze,villa con giardino.Sai quante ville con giardino e piscina ci sono nelle aste giudiziarie?Nota bene io non ho invitato a versare soldi,ho sottolineato il fatto che,anche andando ai Caraibi non vuol dire che ha i soldi per sostenere un processo del genere.

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  • ciannosecco

    27 Settembre 2013 - 00:12

    Calma,calma,chi te l'ha detto che è un'assassino?Non farti nessun film,la Cassazione ha rimandato perchè si doveva valutare un particolare a cui la sentenza non ha spiegato sufficientemente.Sarà assolto un'altra volta.

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  • babbone

    26 Settembre 2013 - 17:05

    Il tempo sarà tiranno anche per te, tra poco sentirai nuovamente tintinnare le chiavi della cella.

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