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Dalle 3.13 del 7 settembre

Firenze, buco di un'ora: non si sa cos'abbiano fatto i carabinieri accusati di stupro

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Firenze, buco di un'ora: non si sa cos'abbiano fatto i carabinieri accusati di stupro

C'è un "buco" in quella notte maledetta tra il 6 e il 7 settembre. Quella in cui due ragazze americane sono state stuprate a Firenze. Ieri, per tre ore, è stato sentito anche il secondo carabiniere che, assieme al collega di pattuglia, è accusato di aver stuprato le giovani straniere: pure lui ha evidenziato come siano state le ragazze a invitare i due militari a casa.

Ma sia dal racconto dei due carabinieri accusati, sia dall'informativa che è in possesso dei magistrati e che contiene tutto quel che si sa (o si presume di sapere) su quella notte, c'è un buco di un'ora. Quella in cui, dopo essere uscite dal palazzo delle due straniere, i carabinieri hanno fatto perdere le proprie tracce. Dove sono andati? Hanno incontrato qualcuno oppure avevano bisogno di tempo per cancellare eventuali prove?

Quel che si sa, almeno a guardare le telecamere della videosorveglianza, è che fino all 3.13 del 7 settembre la gazzella rimane ferma sotto l'abitazione delle americane. Poi si allontana, ma nessuno è in grado di dirre dove vadano Camuffo e Costa. Ufficialmente, nelle relazioni di servizio, si parla di un posto di blocco effettuato alle 4 e fino al termine del turno di servizio alle 6.45. Ma anche su questo si stanno effettuando delle verifiche.

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Commenti all'articolo

  • criseo franco

    13 Settembre 2017 - 13:01

    gli hanno tirato una bella trappola,sono rovinati,x sputtanare l'arma.

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