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Lloret de Mar, il padre di Niccolò Ciatti: "Vorrei che gli assassini fossero giudicati in Italia, non mi fido delle autorità spagnole"

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Lloret de Mar, il padre di Niccolò Ciatti: "Vorrei che gli assassini fossero giudicati in Italia, non mi fido delle autorità spagnole"

Far giudicare da un tribunale italiano i tre ceceni indagati per la morte del figlio. Questa è la speranza di Luigi Ciatti, padre di Niccolò, il ventiduenne di Scandicci (Firenze) che poco più di un mese fa è stato ucciso a calci e pugni in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna. Luigi Ciatti ha ribadito questo suo desiderio oggi a Firenze, dove ha incontrato, nella sede del Consiglio regionale della Toscana il presidente dell'assemblea Eugenio Giani e i rappresentanti di tutti i gruppi politici. Subito dopo è stato affisso sulla facciata del palazzo del Consiglio regionale Uno striscione con scritto: "Giustizia per Niccolò Ciatti".

"Non ho sfiducia nelle autorità spagnole - ha detto Luigi Ciatti - però è una sensazione che provo, nel senso che qui siamo a casa. Solo per questo vorrei che i responsabili dell'omicidio venissero giudicati in Italia. Mi auguro che anche le autorità spagnole sicuramente faranno il loro dovere, non credo di avere dubbi, ma se ci fosse una possibilità di estradizione certo che la vorrei". Il padre di Niccolò ha poi spiegato che: "Adesso le indagini sono nella fase che loro chiamano investigativa, hanno gli atti depositati dalla polizia, li stanno esaminando tutte e due le parti, ognuna cercherà di chiarire e approfondire i vari aspetti, e mi hanno detto che è una fase abbastanza lunga". Infine, sull'ipotesi di scarcerazione dell'unico dei tre ceceni ancora in carcere, Luigi Ciatti si è detto preoccupato.

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