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Discriminazione?

Pontida, il parcheggio per le donne incinta ma solo se italiane ed eterosessuali

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Pontida, il parcheggio rosa è solo per le donne italiane e eterosessuali

La giunta comunale di Pontida, un paese nella bergamasca, è al centro dello scandalo mediatico. Infatti la maggioranza leghista del paese avrebbe deciso di adeguarsi alle norme europee che prevedono la creazione di alcune aree di sosta dedicate alle donne in fase di gestazione o puerperio, ma non senza alcune condizioni. La giunta ha stabilito nell’articolo 4 del nuovo regolamento comunale per la gestione dei parcheggi che: "Possono richiedere il rilascio gratuito di idoneo permesso risultante da tessera esclusivamente le donne appartenenti ad un nucleo familiare naturale e cittadine italiane o di un paese membro dell’Unione Europea".

Sulla vicenda sono intervenuti i due parlamentari Pippo Civati e Andrea Maestri, che hanno dichiarato: "La traduzione è chiara se: sei extracomunitaria, omosessuale o solo convivente in quei parcheggi rosa non puoi posteggiare. Anche se c'è una donna in gravidanza. Una follia che unisce razzismo e omofobia". "Ma la valutazione - hanno aggiunto Civati e Maestri - non è solo politica. C'è un dato oggettivo: la violazione della Costituzione, che tutela la maternità senza discriminare in base alla in base alla nazionalità o alle condizioni personali e sociali o al sesso. Siamo quindi pronti a sostenere il ricorso al Tar per la richiesta di annullamento di un atto amministrativo che conferma la pericolosa escalation di discriminazione da parte della Lega".

La giunta ha però deciso di fare marcia indietro sulla vicenda. "Il primo atto giovedì sarà la modifica del regolamento. I parcheggi rosa sono destinati a tutte le mamme e le donne che aspettano un bambino. Senza alcuna distinzione" hanno dichiarato il sindaco Luigi Carozzi e il segretario provinciale della Lega a Bergamo Daniele Belotti.  

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