Cerca

Nuova versione dei fatti

Salento, 16 enne uccisa, parla il fidanzato reo confesso: "Avevamo un piano per uccidere i miei genitori"

0
Salento, 16 enne uccisa, parla il fidanzato reo confesso: "Avevamo un piano per uccidere i miei genitori"

Ha fornito un’ennesima versione di quanto accaduto all’alba del 3 settembre, L.M. diciassettenne di Alessano reo confesso dell’omicidio della fidanzata sedicenne Noemi Durini. Nel corso dell’interrogatorio nella caserma di Specchia di ieri sera, il giovane ha parlato di un piano, ordito insieme a Noemi, per uccidere i genitori di lui, che si opponevano alla loro relazione, peraltro come gli stessi genitori della ragazza.

Il diciassettenne ieri sera era assistito dall’avvocato Paolo Pepe ma sarà difeso anche dall’avvocato Luigi Rella del foro di
Lecce, che ha assistito anche Cosima Serrano, madre di Sabrina Misseri condannata all’ergastolo insieme alla figlia per l’assassinio della nipote Sarah Scazzi.

"Noemi voleva convincermi ad uccidere i miei genitori" ha raccontato questo L.M., il diciassettenne indagato per l’omicidio della sedicenne Noemi Durini, nell’ultimo interrogatorio, mercoledì sera, sentito dalla pm Anna Carbonara della Procura per i minori nella caserma dei carabinieri di Specchia. Si tratta dell’ennesima versione fornita dal diciassettenne, che inizialmente aveva confessato l’assassinio motivandolo con la gelosia per la vita troppo libera che la ragazza conduceva. Il giovane ha anche detto di avere commesso l’omicidio con un coltello, di proprietà di Noemi e che lei aveva portato con sè uscendo, all’alba del 3 settembre. Tale particolare è stato confermato dal primo esame esterno, effettuato nella serata di ieri dal medico legale Roberto Vaglio, che ha verificato la presenza sul corpo di coltellate e di numerosi segni di oggetti
contundenti, compatibili però con il fatto che il cadavere è stato seppellito sotto grosse pietre di un muretto a secco.

La nuova versione dei fatti fornita dal ragazzo, peraltro, potrebbe essere una strategia difensiva messa in atto dagli avvocati Paolo Pepe e Luigi Rella, finalizzata a smorzare le proprie colpe, addossando a Noemi la responsabilità di un piano omicidiario che il fidanzato avrebbe cercato di sventare. A sostegno di tale versione, ci sono anche le parole del padre del giovane (indagato per concorso in occultamento di cadavere), che - alle telecamere della trasmissione televisiva Chi l’ha visto - ha raccontato della folle gelosia di Noemi e della sua cattiva influenza nei confronti del figlio. Di certo c’è che il ragazzo aveva problemi legati all’uso di droghe leggere ed era stato segnalato più volte ai servizi sociali, oltre che denunciato dalla mamma di Noemi, che aveva chiesto alla Procura dei minori di accertare l’influenza che aveva sulla vita della
figlia.

Le due versioni contrastanti della vicenda, fornite negli interrogatori più recenti, sono ora al vaglio dei carabinieri e, nelle prossime ore, saranno poste all’attenzione del gip che dovrà effettuare un ennesimo interrogatorio e convalidare il fermo di polizia giudiziaria, disponendo una misura cautelare.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media