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Csm, tre consiglieri lasciano

"Alfano ci accusa di reati"

Csm, tre consiglieri lasciano
Tre consiglieri del Csm hanno presentato al Comitato di presidenza, perché le comunichi al capo dello Stato, le loro dimissioni dalla Commissione per gli incarichi direttivi, di cui sono stati presidenti: un gesto in polemica con le dichiarazioni del ministro della Giustizia Angelino Alfano che, in un'intervista andata in onda ieri al Tg2, ha parlato di nomine lottizzate ai vertici degli uffici giudiziari e di un planning, cioé di una spartizione sistematica. Nella lettera, a quanto si è appreso, i consiglieri Giuseppe Maria Berruti, Ezia Maccora e Vincenzo Siniscalchi esprimono allarme per il livello dello scontro tra magistratura e politwwica, visto che il ministro li ha accusati di condotte illecite.
L'intervista incriminata, quella che ha mandato a tal punto in bestia i tre consiglieri da decidere di dimettersi, è andata in onda mercoledì sera nella rubrica 'Punto di vista' del Tg2. "Mi sto battendo per evitare che i vertici degli uffici giudiziari, e cioè i procuratori e i presidenti di Tribunale, vengano lottizzati - ha detto il ministro -. Cioè non è possibile che si faccia un planning, all'interno del quale si dica: a questa corrente spetta questa Procura, a quest'altra corrente, siccome non ha avuto un procuratore, spettano due procuratori aggiunti da un'altra parte". Questi sono meccanismi che oramai sono rifiutati anche in politica. Penso che invece a guidare le Procure debbano andare i migliori, senza bisogno di controllare prima di mandarli a guidare un ufficio giudiziario qual è lo spillino della corrente che hanno affisso sulla giacca». Accuse ritenute inaccettabili dai tre consiglieri, che in quanto presidenti, sono i garanti della regolarità dei lavori della Commissione. «Da tre anni il Csm - spiega un altro consigliere - è impegnato in silenzio nell'applicazione della riforma dell'ordinamento giudiziario e dunque delle nuove regole che hanno mandato in cantina l'anzianità per prediligere merito e attitudini nella scelta dei dirigenti degli uffici giudiziari".

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  • fonty

    fonty

    13 Giugno 2009 - 09:09

    Calma,come già saprete,in Italia le dimissioni non sono mai irrevocabili,vedrete che anche questi dopo lo show rientreranno all'ovile.

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  • sosiop.italia

    12 Giugno 2009 - 08:08

    Io oserei osservare:"Quando la verità scotta".Ma che concetto si può fare un qualsiasi cittadino,osservatore superficiale,quando legge:"CSM,un formidabile apparato di potere che,sventolando spesso a sproposito il sacrosanto vessillo della indipendenza,e facendo leva sull'immagine dei tanti magistrati eroi,è riuscito a blindare la cittadella della giustizia,bandendo ogni forma di meritocrazia e conquistando per i propri associati un carnevale di privilegi.?-

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  • antoniop41

    12 Giugno 2009 - 08:08

    lo speo caldamente con qualche aggiunta di altri compagni di merende che bivaccano li da troppo tempo senza far nulla per i cittadini

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  • giovannib

    12 Giugno 2009 - 08:08

    pensavo che la prerogativa degli adulti fosse quella della responsabilità cosciente, della capacità intellettuale di risolvere le situazioni critiche, di essere esempio di forza morale. Mi accorgo che alcuni(spero pochi) adulti si comportano come bambini e corrono dal papà (il Presidente della Repubblica) perché qualcuno gli ha fatto uno sgarbo o peggio gli sta portando via il giocattolo. Povera Nazione quale esempio diamo ai nostri giovani?

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