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La nemesi di Tonino

Ingroia indagato per violazione di segreto istruttorio: a incastrarlo il boss Provenzano

L'ex pm avrebbe passato ai giornalisti del Fatto i contenuti di un interrogatorio a "zu Binnu". L'inchiesta nasce dall'esposto del legale del capo-mafia

Ingroia indagato per violazione di segreto istruttorio: a incastrarlo il boss Provenzano

Da grande inquisitore a inquisito. La metamorfosi di Antonio Ingroia è completa. La procura di Caltanissetta lo ha iscritto nel registro degli indagati per violazione di segreto istruttorio. L'ex pm di Palermo avrebbe passato al Fatto Quotidiano dell'amico Marco Travaglio i contenuti di un interrogatorio col boss della mafia Bernardo Provenzano. L'inchiesta nasce dall'esposto presentato dai figli di Zu Binnu (Angelo e Francesco Paolo) attraverso il legale Rosalba Di Gregorio. Sotto la lente degli investigatori un articolo pubblicato sul Fatto il 5 giugno 2012 a firma di Sandra Rizza (sentita dai magistrati di Caltanissetta). Nell'articolo l'autrice fa riferimento ai contenuti dell'interrogatorio che Ingroia condusse il 31 maggio 2012 con Provenzano, due giorni prima che lo stesso interrogatorio fosse trascritto in cancelleria. L'incontro tra Ingroia  (con lui l'ex procuratore Ignazio De Francisci, la cui responsabilità è però esclusa) e Provenzano seguì la notizia di un presunto tentativo di suicidio del boss. "Solo i pm - spiega l'avvocato Di Gregorio - potevano avere raccontato i particolari dell'incontro alla stampa". La sua tesi sarebbe avvalorata dalla circostanza che nel pezzo del Fatto sono riportate le impressioni dei due magistrati sullo stato di salute di Provenzano.

Il precedente con Berlusconi - Accuse simili ad Ingroia (ma non formalizzate in sede giudiziaria) le ha rivolte Silvio Berlusconi. La sequenza fu la stessa. Il cavaliere fu sentito dall'ex pm di Palermo come testimone nell'ambito del processo Dell'Utri ai primi di settembre 2012. Il 7 dello stesso mese il Fatto Quotidiano apriva in prima pagina con i retroscena dell'interrogatorio. Berlusconi puntò il dito contro Ingroia: "E' stato lui a parlare con la stampa".

Povero Ingroia - "Una fantasia totale": è l'unico commento che Ingroia si è lasciato sfuggire sulla sua iscrizione al registro degli indagati. Certo non si può dire che, da quando un anno fa ha abbandonato la toga, le cose gli stiano andando bene. L'esperienza in Guatemala è passata senza lasciare traccia. L'avventura politica con Rivoluzione Civile si è schiantata contro un consenso elettorale pari a circa il 2 per cento alla Camera. Il reintegro in magistratura si è arenato sulle vette valdostane: Ingroia si era candidato in tutte le regioni italiane, fatta eccezione della Val d'Aosta. Ma ad Antonio l'idea di  fare il pm tra daini e stambecchi non piaceva, ed ha preferito lasciar perdere. Il tentativo del governatore siciliano Rosario Crocetta di imbarcarlo nell'amministrazione isolana ha fruttato, dopo lunghe trattative, la nomina a commissario di Sicilia E-Servizi, società che però è in liquidazione. La recente speranza di rientrare nel processo Stato-Mafia come avvocato di parte civile è stato frustrato dall'ordine degli avvocati di Lazio e Sicilia: Ingroia non può fare il legale prima di un anno, e contro di lui sono stati aperti provvedimenti disciplinari di censura. E ora, per ultimo, l'avviso di garanzia dalla procura di Caltanissetta. Ingroia, pm antimafia, nei guai per l'esposoto di un boss mafioso. Non si può dire che per lui sia stato un anno fortunato.

Lusingato dalla denuncia del boss - "E' lusinghiero essere denunciati dal boss Bernardo Provenzano...", ha detto Ingroia non appena saputa la notizia. "Non ho saputo nulla - aggiunge - ma non posso pensare che i magistrati di Caltanissetta possano a loro volta avere commesso la violazione del segreto istruttorio. L'unica cosa vera è che mi hanno denunciato il difensore di Provenanzano ma anche altri imputati come Contrada, Dell'Utri, Berlusconi, venni pure indagato dalla Procura di Caltanissetta, e tutte le denunce sono state archiviate". E conclude: "D'altro canto sono stato denunciato dal difensore di uno stragista come Provenzano, mio imputato in alcuni processo, da ultimo della trattativa Stato-mafia, insomma il solito sistema degli imputati di cercare di rovesciare la frittata per mettere sul banco degli imputati i loro accusatori. Insomma, e' lusinghiero essere denunciati di Provenzano. Anche se non vedo dov'è la notizia".

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    09 Ottobre 2013 - 19:07

    Tu dichiari di essere dalla parte della Legge.Primo,tu non conosci la Legge,secondo,alla notizia che un-ex magistrato è indagato per violazione del segreto istruttorio,te ne vieni con la cazzata,io tra un mafioso e un magistrato scelgo sempre un magistrato.Invece di condannare il magistrato stra-politicizzato e inconcludente,che è stato indagato non una,ma per ben tre volte per la violazione del segreto istruttorio,alla possibilità che questi abbia commesso un reato bravissimo per un magistrato,tu te ne esci con la tua battuta del cazzo.Non ti ho mai sentito fin'ora pronunciare una critica su un Magistrato.Parli tanto di stare dalla parte della Legge,in realtà sei solo un lecca culo dei magistrati e di Travaglio in particolare.Non sei in grado di capire se una sentenza è fuori da ogni norma di Diritto e buon senso.Parteggi acriticamente solo perchè sei ossessionato da Silvio,quello che ha demolito Fini.Tu non sei dalla parte della Legge,tu sei dalla parte dei delinquenti togati.

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  • gege47

    09 Ottobre 2013 - 16:04

    nel 2° periodo manca il punto interrogativo, mi scuso per l'omissione. La frase voleva essere una domanda: la violazione di una legge dipende dalla persona che la viola o semplicemente è un reato per chiunque la commetta? Spero sia abbastanza chiaro. Lei nel suo scritto esprime stima per una delle due persone; la materia di discussione è se più persone violano sono sullo stesso piano, per me si. Anzi mentre uno lo fa (violare la legge) per scelta di vita l'altro, che per scelta si occupa dei violatori, dovrebbe essere più attento ed evitarlo. Tutto qui a prescindere dalla stima che si possa avere. Per me è più grave che a violare la legge lo facciano coloro che dovrebbe proteggerla.

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  • antari

    09 Ottobre 2013 - 16:04

    Deformare la realta' e' una brutta prassi ma ti e' spesso congeniale. Che reato avrei giustificato? E quando? Ovviamente nessuno, e mai. Non sono IO quello che giustifica reati, quello sei TU semmai. Ma prova almeno a rileggere i post e non attribuirmi parole che non ho mai detto. Sei messo male eh?

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  • antari

    09 Ottobre 2013 - 16:04

    Innanzitutto la smetta LEI di ripetere fesserie, come per la seconda volta ha fatto. Mon puo' dirmi "Non mi sembra che Lei sia dalla parte della legge" in modo del tutto INFONDATO e poi pretendere che io rispetti il SUO pensiero. La sfido a trovare una sola frase del sottoscritto contro la legge. E' in grado di farlo? No, non puo', non la trovera'. PS Almeno si sforzi a scrivere frasi di senso compiuto: nella sua risposta la seconda frase non ha senso, non si capisce proprio cosa vuol dire. Forse e' un bene.

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