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Via dal Giglio nell'estate 2014

Concordia, la Costa vuole portare il relitto in Turchia

Lo smaltimento 'vale' 500 milioni di euro. Dopo il 'danno' (d'immagine) potrebbe toccarci pure la beffa di vederci guadagnare un altro Paese

Concordia, la Costa vuole portare il relitto in Turchia

Prima ci hanno fatto fare una figuraccia planetaria, con quella nave andata a picco davanti a una delle coste più belle del nostro Paese grazie alla follia del loro comandante Schettino. Ora, quelli della Costa (gruppo Carnival) vogliono toglierci anche quel poco che si potrebbe guadagnare dalla tragedia della Concordia. Cioè, i lavori di demolizione del relitto. Il balletto tra Piombino e i porti "concorrenti" di Civitavecchia, Genova e Palermo è andato avanti per tutta l'estate. Con lo scalo toscano favorito per 'competenza territoriale', ma al momento assolutamente inadeguato dal punto di vista strutturale per accogliere un gigante come la Concordia. E così, il gruppo Carnival potrebbe decidere, come scrive il Corriere della Sera, di portare il relitto nientemeno che a Smirne, sulla costa occidentale della Turchia, facendolo trainare da una enorme nave-zattera chiamata Vanguard che costerebbe alla compagnia armatrice un centinaio di milioni di euro. Lo farebbe per i costi più contenuti di demolizione, per la maggior facilità di commercializzazione dei rottami e per le norme ambientali meno stringenti di quelle dell'Unione europea circa lo smaltimento delle acque contaminate che ancora si trovano all'interno dell'ex nave da crociera.

Il 'boccone' è di quelli golosi: lo smantellamento del relitto 'vale' su per giù 500 milioni di euro e occuperebbe una forza lavoro di 250-300 persone per almeno due anni. Una boccata di ossigeno per un'area industriale depressa come quella di Piombino, dove il polo siderurgico ha vissuto tanto tempo fa i suoi momenti migliori. Lì, nelle accierie alle spalle del porto, potrebbero essere riciclate le migliaia di tonnellate di metalli frutto dello smantellamento. Il problema è che a Piombino, oggi, la Costa Concordia non ci sta. Il governo ha pronti circa 110 milioni di euro per finanziare la realizzazione di un bacino di carenaggio e di un molo adeguati alle operazioni di demolizione. Ma l'intervento è fermo ancora alla fase di progettazione. Ed entro la prossima estate è previsto che il relitto, raddrizzato appena poche settimane fa, lasci l'isola del Giglio per il suo ultimo viaggio. C'è una direttiva europea che dice che il relitto andrebbe smantellato nel porto adeguato più vicino. Ma, appunto, è una direttiva. E Carnival è una società privata, per giunta nemmeno europea, libera di scegliere come operare sulla base di considerazioni economiche.  Epperò, farsi portare via il tutto pare l'ennesima beffa di questa tragica vicenda. Il governo salga a bordo, zittisca una volta per tutte le liti da condominio tra i vari sindaci e presidenti di Regione che sono durate tutta l'estate e alzi la voce con quelli della Costa. 

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Commenti all'articolo

  • silvano45

    11 Novembre 2013 - 14:02

    giornalisti in delirio! non esiste più immagine italia e non è stata certo la concordia a deturparla,la società ha tutto il diritto di portare la sua nave dove vuole e fa bene a portarla via dall'italia dove tra divieti falsi ecologisti profeti sinistroidi mazzette a gogo entrerebbe in un girone dantesco

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  • stefano.greci

    15 Ottobre 2013 - 11:11

    A parte il fatto che uno con la sua proprietà fa quello che vuole e non capisco che cosa ci sia da indignarsi, consiglio il giornalista di informarsi prima di parlare, perchè per demolire le navi non si spende, le navi si vendono a chi paga meglio, e in questo caso la turchia avendo meno menate di noi per lo smaltimento probabilmente paga di più. Poi la cifra di 500 milioni è da delirio, la nave costa molto ma molto meno farla costruire. Normalmente le navi si vendono al disarmo a circa il 10% del valore iniziale, questa costava 5 miliardi di euro???? Poi le rendo noto che in certi paesi in pochi mesi come per incanto smantellano completamente le navi, solo in Italia ci vogliono anni. Di tempo e di mazzette.

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  • jborroni

    15 Ottobre 2013 - 07:07

    solo assumere che il relitto Concordia debba essere ""trattato"" in Italia perche' il fattaccio e' successo in Italia e' da fuori di testa. La Carnival fara' giustamente la scelta secondo I suoi interessi sulla base di sue considerazioni certamente solo economiche; delle italiote reazioni dei sindaci, regione e via discorrendo se ne stropiccia. Perche' le nostre insignificanti e numerose autorita' non si preoccupano invece di presentare il conto alla Carnival per I danni ambientali,al turismo etc. etc. sofferti nella zona in conseguenza della schettinata.

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  • emilioq

    15 Ottobre 2013 - 07:07

    Ma di quale " immagine " si parla? Questo è un paese che ormai non ha più nulla da perdere! I parassiti al governo fanno di tutto per distruggerlo a favore delle loro tasche e loro si perdono in chiacchiere per un rottame e giocano con l'unico colpevole che andrebbe ghigliottinato. Vergognatevi!!!!!!!!!!!

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