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L'inchiesta

Igor il russo, la scoperta terrificante: un bastardo senza eguali. Patto di sangue tra il killer di Budrio e i terroristi islamici

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Igor il russo, Norbert Feher

C'è un legame tra la banda di Igor il russo e l'Isis. La clamorosa novità sulla latitanza di Norbert Feher, il killer di Budrio, rivelata da La Repubblica, emerge da una segnalazione che l'Unidad de drogas y crimen organizado ha affidato ai carabinieri di Bologna. Secondo gli inquirenti spagnoli, Igor faceva parte di un "gruppo criminale d'elite" che ha fatto entrare in Europa dal Nord Africa pericolosi estremisti islamici.

Facciamo un passo indietro. Dopo l'assassinio di Valerio Verri, il secondo ucciso da Igor, i carabinieri trovano tra le vecchie mail di Igor e le chat su Facebook molti messaggi con alcune persone di nazionalità marocchina, geolocalizzate tra Bologna (in zona stazione), Milano (hinterland), Valencia e Malaga. Igor inviava foto di merce rubata nel ferrarese e chiedeva se potesse interessare. Poi da un incrocio di dati dei nomi con il nucleo radiomobile di Milano, spunta un controllo di routine datato 2016 a due automobili: nella prima c'erano alcuni dei magrebini delle mail, nella seconda Igor e una ragazza di Ferrara. La pista porta in Spagna.

I carabinieri avvisano Madrid che risponde subito: quei magrebini sono sotto indagine. Hanno portato in Spagna presunti terroristi islamici finanziandosi col traffico di hashish e li hanno accompagnati fino in Francia e in Belgio. A Molenbeek. Non sono direttamente affiliati all'Isis ma hanno fornito documenti falsi e supporto logistico. In tutto questo Igor era il loro corriere. Violento e affidabile era perfetto per prendere i carichi di hashish dal porto di Gibilterra e trasportarli in Europa, fino ad Amburgo dove gestiva la fase della consegna agli altri corrieri internazionali. All'inizio i carabinieri sospettano che siano stati i magrebini a proteggere Igor durante la caccia all'uomo e a farlo scappare all'estero. Ma i fatti successivi suggeriscono altro. Igor infatti torna a Valencia e viene scaricato dalla banda perché ricercato per duplice omicidio. Probabilmente quindi è stato aiutata da qualche clan nomade.

Qui comincia la seconda vita di Igor il russo. La Guardia Civil si imbatte in lui ad ottobre: è un senzatetto che frequenta la mensa dei poveri, a Saragozza. Poi il 5 dicembre Igor è in una masia ad Albalate del Arzobispo. Il 14 dicembre, la sparatoria poi la cattura. 

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Commenti all'articolo

  • patacca

    14 Febbraio 2018 - 16:04

    le cose non son belle , aspettiamo fatti pesantie cattivi, con tutta quest delinquenza voluta e istigata da personaggi di governo Boldrin e la chiesa il Franceschiello

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  • gosel

    14 Febbraio 2018 - 13:01

    Il risultato è uno solo, negli ultimi anni hanno fatto entrare in Italia, con la scusa dell'accoglienza (a tutti i costi), più delinquenti che veri profughi bisognosi di asilo. Questa è la realtà, tutto il resto sono chiacchiere!!!

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  • EL MERENDERO2

    14 Febbraio 2018 - 13:01

    la scoperta dell'acqua calda

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