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L'iniziativa

Donne straniere organizzano incontri per rieducare i razzisti. La Lega: "Parteciperemo, ma non ci convertiamo"

L'associazione Annassim di Bologna ha avuto l'idea di far partire gruppi terapeutici per "sessisti e immigratofobici".

Manifestazione antirazzista a Torino

Manifestazione antirazzista a Torino

L'associazione Annassim di Bologna nasce nel 2003 con l'obiettivo di "favorire il confronto e il dialogo tra appartenenti alle diverse culture". Con questa filosofia, non potevano che reagire alle ripetute offese della Lega al ministro Cecile Kyenge. E così l'associazione, formata esclusivamente da donne, la maggiorparte immigrate, ha lanciato un nuovo progetto.

Il progetto - Una serie di incontri terapeutici per "razzisti, sessisti, immigratofobici", "leghisti e non", fanno sapere dall'organizzazione "delle due sponde del Mediterraneo". Sociologhe, docenti, pedagogiste, psichiatre e tutte volontarie, le donne dell'Annassim si prefiggono il compito di rieducare, riabilitare e favorire il confronto tra i cosiddetti "razzisti" e gli immigrati, per sconfiggere il razzismo di "stampo leghista". “L’idea ci è venuta prima dell’estate – spiega Lella Di Marco al Fatto Quotidiano – quando sui giornali si leggeva degli attacchi e degli insulti che esponenti della Lega Nord rivolgevano all’indirizzo del ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge”. Come l'episodio in cui il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli paragonò il ministro a un orango, o quello in cui Dolores Valandro scrisse su Facebook, in riferimento sempre alla Kyenge: "Mai nessuno che se la stupri".

L'invito al Carroccio-  L'Annassim ha invitato ovviamente anche gli esponenti della Lega a partecipare. “Il problema – si legge sul volantino che annuncia l’iniziativa, una lettera aperta rivolta, tra gli altri, a Calderoli e ‘agli altri leghisti’, ma anche ai gruppi parlamentari, a Grillo e Casaleggio, e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – è drammatico sul piano culturale, politico e sociale. Sappiamo che non ci sono scuse che bastino per azioni che istigano all’odio e alla violenza, ma non possiamo essere indifferenti di fronte alla stupidità e all’ignoranza”. L'iniziativa non è piaciuta molto al partito verde di Bolohna, che ha risposto per le rime suggerendo  “corsi di educazione civica per rom e immigrati, che hanno addirittura la pretesa di venire a insegnarci le regole, in casa nostra”. “Siamo al paradosso, si vede che hanno tempo da perdere” ha dichiarato il consigliere comunale e regionale del Carroccio Manes Bernardini. Tuttavia, fanno sapere dal Carroccio, "siamo talmente sicuri e convinti delle nostre idee che non abbiamo alcun problema a sottoporci al ‘trattamento’: due dei ‘nostri’ parteciperanno alle sedute. Alla fine saranno quelli dell’associazione a doversi convertire, ne sono straconvinto”.

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Commenti all'articolo

  • fonty

    fonty

    15 Ottobre 2013 - 19:07

    Visto che abito vicino a Bologna, mi viene da iscrivermi anch'io; se poi alla fine daranno un diploma e magari onde convincere meglio i reprobi e recalcitranti "bananas" che non vogliono negritudine tra i piedi, ci fossero anche sedute e "lezioni" personali con le donne straniere, ok. Basta che non siano del tipo Kyenge però, perché tutto cadrebbe in depressione.

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  • allianz

    15 Ottobre 2013 - 19:07

    per educarne 100....Mi venissero ad educare a me che nei loro lerci paesi merdosi ci ho passato 40 anni della mia vita....accetterei donne giovani con il Burkini e dedite al trombamento libero.

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  • ANNA1965

    15 Ottobre 2013 - 18:06

    Sono perfettamente d'accordo con i responsabili della Lega, anziche' perdere tempo a dare dei razzisti agli italiani, impieghiamo del tempo ad insegnare ai bambini, ma soprattutto ai loro genitori, che si apprestano ed entrare nella scuola e nel tessuto sociale l'italiano, perche' un bambino ed ancor piu'un adulto, che non conosce l'italiano, come fa ad apprendere in maniera corretta la matematica, quanto le leggi della civile convivenza; siamo in Italia chi viene qui e dice di volersi inserire deve, e sottolineo deve conoscere l'italiano, le regole, e soprratutto avere cura della propria igiene personale. I responsabili di Annassim, prima di darci dei razzisti, si chiedano perche' i nostri figli si ribellano quando nel banco hanno un compagno straniero, che se ne frega altamente di imparare, e che non conosce nulla sull'igiene personale. A me e' capitato e so di cosa parlo, gli altri lo sanno?

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