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Albano si riscopre antifascista

Priebke, niente funerali in Italia
Il corpo de boia delle Ardeatine
viene spedito in Germania

Il prefetto annulla le esequie nel convento dei Lefvbriani: "Nazisti infiltrati tra i parenti". Ora la salma è a Pratica di Mare in attesa di essere trasportata nel Paese natale del gerarca

Nazisti ad Albano per l'ultimo saluto a Priebke

Nazisti ad Albano per l'ultimo saluto a Priebke

Se mai avrà un funerale, non sarà certamente in Italia. Il corpo del nazista Erick Priebke, morto a 100 anni senza aver mai essersi pentito di aver trucidato, tra gli altri, 335 uomini alle Fosse Ardeatine, sarà spedito in Germania. Ieri i lefvbriani di Albano avevano provato a celebrare le esequie, ma la contestazione degli antifascisti e il raduno dei nazifascisti degenerato in scontri li hanno costretti a desidestere. Il feretro scortato da agenti in tenuta antisommossa e mezzi blindati, ha lasciato il convento San Pio X alle 0.44, a bordo di un furgone blu, dopo ore di proteste ininterrotte da parte di un migliaio di cittadini che hanno ottenuto, di fatto, la mancata celebrazione del rito funebre. 

La partenza del feretro, tuttavia, non ha portato la calma: sono proseguiti i tafferugli tra la polizia e i manifestanti, con l'uso di lacrimogeni, facendo registrare qualche contuso. Il sindaco di Albano Laziale, Nicola Marini, ha seguito in prima persona la trattativa con il ministero dell'Interno e il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, affinchè la salma di Priebke lasciasse "il prima possibile" il comune dei Castelli romani, medaglia d'argento al valore civile per la resistenza - con il concittadino Marco Moscati tra le vittime dell'eccidio delle Fosse ardeatine, nel marzo 1944 -. Ma ad allungare i tempi di quello che avrebbe dovuto essere un rito breve e senza clamori, la decisione dell'avvocato di Priebke, Paolo Giachini, di non autorizzare la celebrazione del funerale contro la decisione del prefetto di vietare la partecipazione di una sessantina di persone "amiche e che avevano conosciuto Priebke". "Ho rimesso il mio mandato e la responsabilità di questo cadavere ricade ora sulle autorità che devono occuparsene e decidere cosa farne", ha detto il legale. 

Da parte sua il prefetto Pecoraro ha spiegato che "siamo stati costretti a sospendere le esequie perchè c'era il rischio si potessero trasformare in un raduno di neonazisti". Una ventina di persone infatti, spacciandosi come familiari di Priebke, stavano per entrare in chiesa. Dopo alcuni accertamenti e vista la giovane età, incompatibile con parentele dirette all'ex SS, sono stati allontanati e il funerale sospeso. Tra le persone che avevano tentato di partecipare ai funerali anche Maurizio Boccacci, già Avanguardia Nazionale e leader del Movimento Politico Occidentale disciolto per la legge Mancino, ora a capo di Militia.

Adesso la salma di Erich Priebke si trova a Pratica di Mare. "Il Governo che ha seguito con molta attenzione questa vicenda ha in corso colloqui con il prefetto e non escludo contatti con l'ambasciatore di Germania in Italia", ha detto Agorà il sindaco di Roma Ignazio Marino. "Avevo detto sin dal primo momento no alle esequie solenni. Sono solidale con il sindaco di Albano che si è opposto. Esequie pubbliche o solenni in una Chiesa erano da evitare e mi sembra che la Chiesa stessa abbia sostenuto questa opinione".  "Oggi - ha aggiunto Marino - è la giornata delle memoria di quanto avvenne 70 anni fa, una ferita nella storia della nostra citta', il ricordo di quando la comunita' ebraica fu colpita con una violenza inaudita. Più di mille persone avviate ai campi di sterminio. Qusta città deve ricordare quanto la violenza e l'odio dividono e quanto devono essere vietati questi temi in questi tempi". Il sindaco, rispondendo ad una domanda sulle responsabilità per i disordini di ieri ad Albano, in occasione del funerale di Priebke ha detto di non avere "la patente per attribuirle. Ha fatto bene il governo che ha sempre seguito la vicenda, con il prefetto a far trasportare la salma a Pratica di Mare e non escludo che ci siano contatti con l'ambasciata tedesca". Marino ha sottolineato che "da sindaco, posso dire che Roma non poteva accettare il funerale e la sepoltura di un uomo che partecipo' all'eccidio delle Ardeatine sparando alla nuca alle persone. Roma non poteva accogliere un boia così". L'ambasciata tedesca smentisce Marino e il ministero degli Esteri a Berlino conferma che non ci sono stati contatti ufficiali con Roma.

Nell'attesa la salma si trova nell'aeroporto militare, un'area protetta e soprattutto una scalo da dove potra' subito essere trasportata in un luogo che si sta cercando febbrilmente in queste ore. Il Prefetto di Roma spera che "oggi la situazione si risolva". "La cura dei morti tocca allo Stato dove una persona e' morta", "non c'e' una responsabilita' o un ruolo del governo federale tedesco in questa vicenda, contatti informali si' ma non dipende da noi trovare una soluzione". Lo ha dichiarato a Berlino il portavoce del ministero degli Esteri Martin Schaefer sul caso Priebke.

Per Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana, le responsabilità di quello che è accaduto ieri ad Albano sono del legale del boia Priebke, Paolo Giachini. "Quando sapremo tutto capiremo che qualcuno e' stato ingannato da un millantatore che non ha garantito la tranquillità che aveva promesso", ha tuonato. "Ha gestito la salma come fosse cosa sua -ha puntualizzato Pacifici- era solo un tutore legale di Priebke il cui mandato è scaduto automaticamente con la morte". Quanto al luogo di sepoltura del nazista Pacifici specifica: ''Dobbiamo smettere di nominare quel nome. Lui è il boia delle fosse Ardeatine e basta. Non ci interessa dove porteranno la salma, l'importante è che non ci sia alcun mausoleo o luogo di pellegrinaggio''. 

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Commenti all'articolo

  • Argonauta

    17 Ottobre 2013 - 04:04

    Se quella degli anni 40 è stata a lungo negata, la prima guerra civile italiana è stata addirittura rimossa. E’ così che si è cancellata la violenza comunista, si sono occultate le vittime fasciste ed è rimasta in campo solo la violenza squadrista, alterando il giudizio storico sulle origini del fascismo. “La storia italiana non ha episodi cosi atroci come quello di piazzale Loreto. Nemmeno le tribù antropofaghe infieriscono sui morti. Bisogna dire che quei linciatori non rappresentavano l'avvenire, ma un ritorno all'uomo ancestrale (che forse, era moralmente più sano dell’uomo civilizzato)”. Con queste parole Benito Mussolini ? il cui corpo proprio in quel piazzale sarebbe stato vittima di un ancor più atroce oltraggio ? commentava sul Popolo d’Italia del 26 giugno 1920 uno dei tanti fatti di sangue di quella guerra civile del 1919?1921, oggi dimenticata: durante gli scontri seguiti ad uno sciopero di ferrovieri, i socialisti massimalisti avevano ucciso un carabiniere ed avevano

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  • Astrogalo

    16 Ottobre 2013 - 17:05

    Era dai tempi di piazzale Loreto che non si vedevano sputi e calci su di un cadavere.Ma la colpa è di chi non ha saputo gestire una situazione prevedibilmente esplosiva!Rapida benedizione privatissima,cremazione e ceneri consegnate ai familiari:senza riaprire ferite dolorosissime e senza perdere la dignità di nazione.

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  • allianz

    16 Ottobre 2013 - 16:04

    E allora portatelo alla più vicina discarica comunale.

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  • er sola

    16 Ottobre 2013 - 15:03

    Se anche la germania si rifiuta di prendere le spoglie di un suo connazionale, bisogna dire che non c'è limite alla merdaggine.

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