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Senza fine

Il legale di Priebke: gli ebrei volevano metterci i piedi in testa
Il lefebvriano: "Peccatore sì, criminale no"

Erich Priebke

Erich Priebke

 

La notizia che Erich Priebke è stato sepolto in un luogo segreto tra l’Italia e la Germania, sembrava aver messo il punto finale a quello che era diventato un caso politico e diplomatico. Ma sembra proprio che in questa storia la parola fine non si possa proprio scrivere. Questa mattina, domenica 20 ottobre, in una dichiarazione all’agenzia Ansa, il legale di Priebke, Paolo Giachini dice: “Non ci siamo fatti mettere i piedi in testa né dalle autorità né dalla comunità ebraica. La famiglia di Priebke ha avuto quel che le spettava, il rispetto della salma che anche nei Paesi incivili é garantito, e il diritto alla pratica religiosa. Abbiamo ottenuto quel che volevamo. dopo una settimana di tentativi di prevaricazione", continua Giachini il quale non rivela dove sarà sepolta la salma.

La messa. Intanto ieri nel trevigiano il prete lefebvriano Floriano Abrahamowicz ha celebrato una messa per l'ufficiale nazista.  La cerimonia – come riporta la Tribuna di Treviso - si è svolta nella “Domus Marcel”, la residenza del religioso negazionista ed era blindata da un cordone di polizia e carabinieri. Vi hanno partecipato una cinquantina di persone. Ha partecipato anche il sindaco di Resana Loris Mazzorato della Lega che alla Tribuna di Treviso ha detto: “Io non sono né meglio né peggio di Priebke - dice -. Anch’io eseguo ordini dallo Stato che hanno ripercussioni negative sui miei cittadini. Sono costretto ad applicare leggi criminali, imporre tasse che affamano le famiglie e sono causa di suicidi, come quelli degli imprenditori. Io condanno ciò che ha fatto Erich Priebke, ha eseguito degli ordini deplorevoli. Ma io, da sindaco, faccio lo stesso. A volte mi chiedo come ci giudicherà la storia”.

ll commento - Don  Floriano ha invece detto che "Le leggi orrende della guerra ancorate nel diritto internazionale non sono colpa del semplice soldato. «I requiem per Priebke è un atto dovuto in quanto Priebke è morto da cattolico. Questo requiem non è un funerale perchè la salma non c'è. Si prega per il defunto e si applicano al defunto i meriti della morte e della risurrezione di Gesù Cristo realmente presente nel santo sacrificio della messa. Insomma - ha proseguito Abrahamowicz - si prega per il povero peccatore Priebke. Ma attenzione: peccatore sì, criminale di guerra no”.  

 

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Commenti all'articolo

  • rovera

    21 Ottobre 2013 - 07:07

    Come al solito fai il tuo dovere da vero prete: avere il rispetto per tutti i morti, anche quelli che hanno peccato, perchè chi giudica è solo Dio, e Dio non fa differenze tra sterminatori nazisti e sterminatori comunisti, come invece noi poveri mortali facciamo.

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