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Vendetta assassina

Immigrati, il clandestino liberato dal Cie uccide la donna che lo aveva denunciato

14 Giugno 2018

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Immigrati, il clandestino liberato dal Cie uccide la donna che lo aveva denunciato

E' una storia agghiacciante, di quelle che fanno venire i brividi e riflettere sul problema degli immigrati clandestini. E che poteva risparmiare la vita di una donna, quella di Antonella D'Amico. Questi sono i fatti. 

Il 16 aprile del 2015 a Lodi viene decretata l'espulsione dall'Italia di Moussad Hassane, 40 anni, egiziano senza permesso di soggiorno, dopo la denuncia per lesioni presentata da Antonella, 54 anni. Il giorno dopo la questura di Lodi avrebbe dovuto accompagnarlo alla frontiera ma non è "immediatamente disponibile idoneo vettore" e l'uomo non "in possesso di passaporto" non può essere espulso. Così viene portato nel Cie di Bari per il "tempo strettamente necessario" in attesa della espulsione.

Ma "la scadenza" viene superata. L'immigrato, irregolare dal 2005, presenta ricorso alla corte di Appello di Bari e il giudice, in attesa dell'udienza sull'istanza, lo libera senza prorogare la detenzione nel Cie. L'uomo allora prende un treno, arriva a Lodi e per vendetta uccide Antonella a coltellate.

Ora suo figlio, Rocco Mazza, lancia un appello a Salvini tramite il Giorno: "L'assassino di mia madre è stato liberato dal Cie di Bari per decorrenza dei termini. È una grande ingiustizia, perché è una morte che si sarebbe potuta evitare se quest'uomo fosse stato espulso subito. Valuterò come procedere quando la condanna diventerà definitiva. Intanto ho intenzione di scrivere una lettera al ministro dell'Interno".

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Commenti all'articolo

  • paolo.papo

    15 Giugno 2018 - 18:06

    Sono le leggi che fanno schifo non i magistrati che la applicano. A reato certo pena certa. No qui da noi attenuanti, premi, bacini, carezze, e scuse perche le leggi questo prevedono e alle vittime calci in culo.. Vanno cambiate le leggi penali prima dei magistrati. Reato certo pena certa senza regali a nessuno.

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  • satana

    15 Giugno 2018 - 10:10

    Il figlio della donna morta per mano islamica, anzichè allo Stato (inesistente) italiano e ai suoi cani di polizia e carabinieri, doveva rivolgersi direttamente ad un "Uomo d'Onore"...capiscammè ! Vediamo stavolta se mi censurato stile Bulgaria ai tempi del Patto di Varsavia.

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  • Giuliana43

    14 Giugno 2018 - 21:09

    Ma i giudici non pagano mai per i loro errori? Per le loro dimenticanze, per i termini decorsi, per le prescrizioni, ecc... La legge va applicata e non interpretata.

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