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Spread in busta paga

I neolaureati tedeschi guadagnano
circa il 50% in più degli italiani

Il primo contratto a Berlino vale 40mila euro. Nel Belpaese solo 25mila (lordo)

I neolaureati tedeschi guadagnano 
circa il 50% in più degli italiani

Anche lo spread tra gli stipendi dei giovani italiani e quelli dei giovani tedeschi è impietoso. Secondo l'Osservatorio Merger 2013 sul costo del lavoro il primo contratto in Germania vale 40mila euro, in Italia invece non va oltre i 25mila euro lordi. Uno scarto di addirittura 15mila euro che penalizza i nostri neolaureati assunti anche nei confronti dei colleghi francesi dove incassano almeno 35mila euro. L'indagine pubblicata da Sole24Ore è stata redatta su un campione di 340 aziende italiane o stanziate in Italia, con fatturato medio sopra ai 128 milioni di euro e organico di circa 260 dipendenti e rivela che le donne stanno ancora peggio: secondo la ricerca, le donne percepiscono uno stipendio dell'8% più basso rispetto ai colleghi uomini nelle corrispondenti fasce di impiego direttivo. La forbice si restringe nelle posizione di direzione. O meglio, si restringerebbe: scalando le gerarchie aziendali fino alla posizione di direttore generale o direttore di prima linea, le "quota rosa" aziendali tendono allo zero.

L'Osservatorio sul costo del lavoso sottolinea che "mettendo a confronto le retribuzioni italiane con quelle tedesche, francesi e spagnole, gli italiani sono il fanalino di coda in termini di potere d'acquisto per tutti i livelli organizzativi a causa della pressione fiscale e del costo della vita superiore. Il dato è ancora più evidente per posizioni dal quadro in su, dove il potere d'acquisto dell'italiano è inferiore anche a quello registrato in Polonia". Secondo Marco Valerio Morelli, amministratore delegato, "come sistema paese dobbiamo lavorare sulla competitività dei nostri stipendi per i giovani; sulla reale riduzione del cuneo fiscale che ci porta fuori mercato e costringe le nostre aziende a sostenere costi, anche per i dirigenti, non accettabili; su un serio ripensamento del salario di produttività e sul salario variabile collegato ai risultati, che non sia solo simbolico ma fortemente incentivato ed utilizzato per tutti i livelli organizzativi a partire da impiegati ed operai".

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Commenti all'articolo

  • blu521

    29 Ottobre 2013 - 19:07

    E sanno un quarto di tutti gli altri laureati

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  • encol

    29 Ottobre 2013 - 13:01

    i neolaureati funziona così. Se sei Raccomandato o Figlio di..un posto lo trovi di sicuro. E siccome in stragrande maggioranza si tratta di autentici somari hanno provveduto ad inventare la gradutoria in sostituzione del concorso pubblico di legge. Quindi anche se il concorso pubblico era comunque una barzelletta adesso sono ancora più liberi di corrompere e truffare le carte.

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  • Spartac

    29 Ottobre 2013 - 12:12

    ... le tasse non c'entrano niente perché si tratta di stipendi lordi, cioè quelli pagati dalle aziende. La verità è che in Germania i laureati nelle discipline tecniche sono valorizzati meglio perchè non c'è nepotismo mentre in Italia i giovani sono visti come manodopera a basso costo da sfruttare pagandoli al minimo possibile.

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