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Viaggio spaziale

La missione ci è costata un milione e mezzo
Ecco cosa cercava Parmitano tra le stelle

La Soyuz tocca Terra dopo 166 giorni nello spazio. Tra gli studi, scoprire se l'assenza di gravità rallenta l'invecchiamento

Luca Parmitano

Luca Parmitano

È costata un milione e mezzo di euro (solo per la parte italiana) la missione Volare, portata ieri a compimento dall’astronauta Luca Parmitano, pilota sperimentatore e maggiore dell’Aeronautica militare, partito lo scorso 28 maggio alla volta dello spazio dal cosmodromo di Baikonur. Il dato arriva dall’Asi (Agenzia spaziale italiana), che in questi oltre cinque mesi di permanenza sulla stazione spaziale internazionale (la Iss), non ha perso d’occhio Luca neanche per un momento, mantenendo costanti contatti. Il cosmonauta, che ci ha abituati a meravigliarci davanti alle immagini suggestive, che quotidianamente inviava dallo spazio e pubblicava sul social network Facebook, è atterrato ieri mattina alle 3.49 in Kazakistan, a bordo della Soyuz. Con lui i compagni di viaggio: il comandante della missione, il russo Fyodor Yurchikhin e la statunitense Karen Nyberg. La navicella ha impiegato poco più di tre ore per raggiungere la Terra. Durante la caduta libera, l’impatto con l’atmosfera ha portato l’esterno della Soyuz a una temperatura di oltre 1.600 gradi. L’apertura del paracadute ha rallentato la «corsa» da 864 a 324 chilometri orari, quindi l’impatto col suolo. Parmitano è stato l’ultimo a uscire dal modulo, dopo il comandante e la collega, che sono stati  assistiti dal personale del cosmodromo. Luca ha subito alzato le braccia in segno di vittoria, sorridente come sempre. Poco dopo ha avuto luogo la partenza per gli Usa, dove svolgerà un periodo di riabilitazione e dove sarà sottoposto a test di misurazione della resistenza del corpo umano nello spazio. La 37esima spedizione internazionale si è conclusa nel migliore dei modi, tra la soddisfazione sia del presidente dell’Asi, Enrico Saggese, che di tutti gli esponenti dell’Esa (European Space Agency) di cui Parmitano fa parte. 

Ma a che cosa è servita la missione Volare? E quali sono stati i suoi scopi? Prima di tutto i 30 esperimenti scientifici che l’astronauta ha portato a termine. Ma anche due passeggiate spaziali (Eva - extra veicolar activity), delle quali una non portata totalmente a compimento a causa di un liquido riversato nel casco di Luca, che ha letteralmente rischiato di farlo annegare. Dall’Esa fanno sapere che Parmitano si è occupato anche «dell’installazione e della realizzazione di esperimenti su emulsioni che aiuteranno l’industria a creare alimenti e farmaci con una durata più lunga». L’astronauta ha infatti utilizzato la fornace spaziale per scaldare il metallo a 1400 gradi. Esperimento utile allo studio  delle microstrutture durante la fusione delle leghe metalliche. Una ricerca condotta  in microgravità e che sta aprendo la strada verso metalli ultra leggeri e stabili propri dell’era spaziale. Ma Luca ha anche effettuato un prelievo della propria pelle per verificare come invecchi nello spazio e, quindi, capire se l’invecchiamento possa essere rallentato in assenza di gravità. Tra le attività portate avanti, anche quelle «ecologiche» che serviranno per lo studio sull’inquinamento atmosferico. Ma anche altre legate alla medicina e alla biochimica, che consentiranno di fare passi avanti nel settore. Perché, dunque, l’Italia ha partecipato così attivamente alla missione? Teniamo conto che il 60 per cento  dei moduli abitativi della Iss è di fattura italiana. E il nostro Paese, ma soprattutto la nostra industria, puntano a raggiungere, anche in ambito spaziale, un’eccellenza che poche Nazioni possono vantare. Le tecnologie più avanzate messe a disposizione dall’Italia, consentiranno di dare un imprinting serio alle future missioni. Tutta questione di visibilità, insomma. Senza ovviamente sminuire lo scopo principale: quello della ricerca che punta ad andare avanti. Ricordiamo che a dicembre 2014, a partire sarà la prima astronauta donna italiana, Samantha Cristoforetti e che, quindi, l’Italia non si ferma qui, quanto a viaggi nello spazio. D’altronde Parmitano lo aveva specificato in una recente intervista in collegamento dallo spazio: «Valorizziamo il sistema Paese». Chissà che ci racconterà nei prossimi giorni. Per adesso la moglie Khaty fa sapere da Facebook: «Sta alla grande, è come avesse fatto un giro sulle montagne russe». Lui replica poco dopo: «I’m home - Sono a casa». Il ministro della Difesa, Mario Mauro, appresa la notizia del rientro dell’astronauta, ha commentato: «Bentornato, ci hai regalato l’Universo». Segno che il Paese punta sempre più in alto.

di Chiara Giannini

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Commenti all'articolo

  • sandros

    12 Novembre 2013 - 09:09

    Felicissimo del suo rientro. Spero molto che le Immagini che ha scattato possano presto essere messe a disposizione del WEB per poterle scaricare.

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